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LE BORRA: "UNA DISCARICA PREVISTA DAL 1999"
Data pubblicazione 22/11/2010 19:36:33

LE BORRA: una discarica prevista dal 1999Ormai si sprecano le prese di posizione sulla prevista discarica delle Borra, tra chi è sensibile e preoccupato chi si reca in audizione dalla Commissione Ambiente della Provincia chiedendo, alla stessa Provincia, di soprassedere in quanto il sito non è idoneo, ed il Sindaco che ha già comprato il terreno interessato dalla discarica e forte di questo dice “abbiamo imposto, rispetto al Piano Industriale di Ato, che la discarica non fosse realizzata secondo canoni ormai superati, ma che fosse un deposito per ceneri e inerti all’interno del sistema di Ato da realizzarsi quando ci saranno i termovalorizzatori.
Non vorremmo che il nostro silenzio inducesse ha pensare che in merito alla discarica e alla gestione dei rifiuti il PDL non ha una sua opinione o peggio niente da dire in merito.
Al contrario di cose da dire ne abbiamo e molte in anni passati ne abbiamo dette e fatto proposte, magari inascoltate, per cui non siamo ne meravigliati ne stupiti conosciamo il Piano di gestione dei rifiuti della Provincia di Firenze:
Le polemiche le prese di posizione del Sindaco, di liste civiche nascenti, così dette ambientaliste, di partiti dell’estrema sinistra che hanno condiviso spesso se non sempre le politiche ambientali e i programmi delle amministrazioni regionali e provinciali in merito al sistema di gestione dei rifiuti ci lasciano perplessi o peggio allibiti.
Della previsione e realizzazione di una discarica nel territorio del Comune di Figline, ne parla il Piano Regionale del 21 dicembre 1999, scelta fatta propria dal Piano di Gestione dei Rifiuti Urbani ed Assimilati in vigore dal 28 febbraio 2000 nella Provincia di Firenze e riconfermata nel Piano Straordinario tramite la LR. 61 del 22 novembre 2007.
Constatiamo, ed i cittadini devono sapere che dal momento dell’approvazione di quel piano sono trascorsi ormai dieci anni senza che lo stesso sia stato messo in atto, sperando che siano sempre gli altri i vicini a farsi carico di risolvere la questione dei rifiuti.
Di fatto il centrosinistra in Toscana ha preferito conservare lo stesso Piano Regionale del 1999 e confermare la pianificazione alle province, secondo un modello che in questo settore non ha dato i risultati sperati, ne in termini di raggiungimento degli obbiettivi ne in termini di efficienza.
Da anni si parla di difficoltà del settore rifiuti in Toscana, difficoltà a realizzare ogni tipo di impianto programmato, cicli industriali poco flessibili e scarsamente aperti a nuovi sistemi e tecnologie, con un progressivo esaurimento dei volumi in discarica e non ultimo l‘incapacità degli enti locali, nella quasi totalità dello stesso colore politico, a rispettare le scadenze previste dalla legge nazionale e regionale.
In sostanza, in questi anni, si è preferito ancora una volta l’immobilismo e la vecchia costosa e poco sicura strada delle discariche, invece di risolvere un problema quello dei rifiuti, che presto toccherà per problemi ambientali , per i costi lo sta già facendo , anche la nostra vallata.
Noi crediamo sia necessaria una rapida inversione di tendenza e che si debba ripensare l'ipotesi formulata dal Piano Regionale e fatta propria dal Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti ed Assimilati per il nostro Comune, che prevede in località Le Borra la realizzazione di un’impianto di discarica, così è scritto nelle carte del piano e mai smentite da nessuno e avanziamo una proposta a Comune e Provincia per quanto di loro competenza:
perché, visto che la località Le Borra, facente parte di un’area classificata dallo strumento urbanistico vigente nel Comune di Figline come “area industriale da definire tramite un progetto direttore", non prevedere che la parte interessata alla discarica possa essere meglio utilizzata, facendo in modo che lo smaltimento dei rifiuti debba avvenire, oltre che con la riduzione degli stessi, il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero di materia prima, anche favorendo forme di smaltimento dei rifiuti che prevedano l’utilizzo degli stessi come combustibile o come altro mezzo per produrre energia.
Tutto ciò a copertura del fabbisogno di smaltimento dei rifiuti del Valdarno (una sorta di federalismo della nettezza), in modo da evitare che l’immondizia prima di essere smaltita debba viaggiare per chilometri con costi esosi per la collettività.
Un modo più moderno, efficiente, tecnologicamente più avanzato e sicuro a costi più bassi, nell’interesse dei cittadini.

PDL Figline Valdarno
 


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oggetto: Saluti a tutti da: Roberto G.
   04/12/2010 ore 04:04
  Buon Natale e Buone Feste. Vi lascio la discussione .
oggetto: homo homini lupus da: cluniacense
   01/12/2010 ore 13:24
  Ho letto con attenzione lo sfogo di Eolo e le citazioni di Roberto G. Pur non condividendo l'esasperazione del primo, lo capisco, se, come sembra, ha un piccolo negozio che fatica a stare in piedi grazie ai costi crescenti dell'energia e all'inadeguatezza dei servizi offerti dal nostro comune. Roberto G si pone su un piano diverso; citando il dr. Burgio allarga il problema ad una dimensione superiore, ma evidenzia nel contempo alcune contraddizioni insite nelle dichiarazioni stesse attribuite (uso questo verbo perché il dr. Burgio non è qui a discutere, e quindi non possiamo sapere se dice veramente questo, magari fosse uno degli esperti che vengono a Figline!) al suddetto.

primo: i combustibili fossili sono impiegati massicciamente per la produzione di energia; essi non sono eterni, pur tuttavia la loro entità pare abbondantemente sottostimata. Non bisogna dunque fare catastrofismo (quello che invece traspare dalle parole "gigantesca camera a gas" o "gigantesco forno crematorio" ma bensì consapevole informazione e ricerca tecnologica. Forse un medico non è la persona più indicata per questo.

secondo, come sottolinea anche Eolo: l'energia oggi è indispensabile, essa fa marciare il nostro mondo, le aziende che ci danno lavoro e ci consentono di portare a casa lo stipendio, quegli stessi ospedali dove lavora lo stesso dr. Burgio (ma lo sapete quanta energia consuma un ospedale per il riscaldamento, il condizionamento, l'acqua calda, l'illuminazione, i servizi, le apparecchiature? Ebbene, quando il Dr Burgio entra in un ospedale sappia che se si mettessero in pratica i suoi suggerimenti, ammesso che egli abbia detto veramente tutto questo, non avrebbe la TAC, la RMN, i raggi X... non avrebbe nemmeno la luce, il riscaldamento, i lenzuoli puliti... pensateci!). E l'energia va fatta. Come? Purtroppo abbiamo vent'anni di ritardo sull'Europa, ed una dipendenza forte dai paesi vicini che usano il nucleare. Noi la facciamo soprattutto bruciando olio combustibile, quindi purtroppo le fonti si esauriscono comunque. Dice sempre Eolo: "se bruciando i rifiuti si risparmia il petrolio, tanto meglio" questo è vero fino ad un certo punto: i rifiuti, come il petrolio, vanno bruciati con la massima attenzione per le emissioni, da abbattere quanto più possibile. Forse le emissioni zero sono un'utopia come i rifiuti zero, ma è là che si deve tendere.

Terzo e più importante: si dice che se fossero costruiti gli inceneritori essi brucerebbero tonnellate di materiali riciclabili: qui occorre rivalutare il primato della Politica, quella vera: sta ai politici gestire l'apparato in modo che all'inceneritore vadano, dopo la differenziazione, solo quei rifiuti che non possono essere riciclati. Il sistema va governato, non subìto. Quindi il problema torna politico, servono politici autorevoli e in grado di non farsi sopraffare dal sistema economico. Ma non si può cancellare semplicemente il problema dicendo che "siccome verrebbe tutto usato in maniera pericolosa, allora non se ne fa di niente". Cerchiamo invece di gestire in maniera corretta tutta la filiera dei rifiuti, riciclando più possibile e incenerendo solo quello che non si riesce a trattare altrimenti. La buona coscienza sta nell'usare consapevolmente le risorse che abbiamo, non nel metterle fuori servizio. Se si fossero sospese le ricerche sull'elettricità quando il primo emulo di Franklin morì per una scarica di un fulmine, adesso ci illumineremmo ancora tutti con le candele, non esisterebbe l'elettricità né il progresso che ha fornito a tutti quei medici colleghi dei dottori da voi citati mezzi nuovi e moderni per combattere le malattie.

Taccio infine sui riferimenti alla guerra, all'uso di proiettili con uranio impoverito o con altri veleni. È un esempio doloroso di come l'Uomo possa smarrire la ragione, e diventare lupo per il suo simile. Ma il tentativo di inserire in un discorso come questo tali fatti dolorosi appare come il colpo di coda del catastrofismo, usato solo per colpire le menti di coloro che non sono preparati; un elemento demagogico che non va certo a sostegno della credibilità dell'interlocutore.

oggetto: RE: homo homini lupus da: elisabetta
   03/12/2010 ore 00:38
  Gli inceneritori diventano termovalorizzatori solo se hanno una resa energetica positiva. Il principale combustibile dei termovalorizzatori, ossia il materiale che ha una resa energetica alta ed economicamente utile è la plastica. Che scelta può fare il politico allora, bruciare la plastica e produrre diossina o riciclarla? A Figline c’è anche un'altra questione; che interesse ha l’AER a favorire la raccolta differenziata se poi la stessa AER (o chi per essa secondo uno schema di scatole cinesi come succede a San Giovanni per Podere Rota) gestirà anche l’inceneritore della Rufina?
Brucia o ricicla? Spero di non essere additata come arrogante, cerco di informarmi, leggo. Se lo vogliamo possiamo informarci tutti senza troppi preconcetti, gli strumenti non mancano.

oggetto: RE: homo homini lupus da: Roberto G.
   02/12/2010 ore 09:33
  Dici bene il sistema va controllato (sempre che non sia dannoso anche dopo la scrematura dei rifiuti da recuperare)ma mi domando come puoi controllare un sistema dove i politici (tutti)delegano o appaltano la gestione a consorzi o imprenditori che lubrificano i suddetti, che oltretutto i gestori diventano anche controllori del sistema e dei gestori . Con questa mentalità la nostra politica (tutta)gestisce il Paese facendo in modo che chi ci guadagna sono i politici le mafie e i grandi imprenditori (gestione dei rifiuti ,grandi opere,calamità naturali e anche energie alternative vista l' ultima puntata di Report)mentre i cittadini continuano a tirare a campare .
oggetto: arieccoci! da: eolo
   01/12/2010 ore 12:24
  Arieccoci! siamo all'ultimo giro! Mancavano solo i copiaincolla da internet! non volevo più scrivere quì perchè mi pareva chiaro che quelli che scrivevano avevano perso completamente il contatto con la realtà delle necessità dei cittadini. Se roberto renzi vuole portare gli esperti, che ci spiegano i pro e i contro di tutte le soluzioni a me va bene, se si comincia a portare citazioni scopiazzate da internet il gioco è belle finito. tutti siamo in grado di trovare gli originali senza che qualcuno ce li porti. Ma il problema è ancora diverso: per assicurare un minimo di possibilità di sviluppo a tutti i paesi c'è bisogno di energia. Oggi, purtroppo o per l'appunto, l'energia si fà in tutto il mondo bruciando carbone e petrolio. Il nucleare è di la da venire e il solare manco a parlarne, copre meno di un millesimo del fabbisogno nazionale. Se bruciare la plastica è come bruciare petrolio, tanto meglio, si risparmia il petrolio che comunque verrebbe bruciato. Il problema della fine delle fonti è tutto diverso da quello dei rifiuti; quel tal professore dice che bruciare la plastica è come bruciare il petrolio, ma non dice che qualunque cosa si bruci l'energia va fatta comunque. O volete che si faccia la fine della cina, che fino ad ieri non haveva prodotto niente, non si era sviluppata, la gente era in miseria, ora che produce brucia tonnellate di carbone che non si rinnoveranno più, se potesse bruciare i rifiuti lo farebbe, non inquinerebbe ne di più ne di meno ma risparmierebbe il carbone. L'energia và prodotta, è che bisognerebbe cercare di produrla non inquinando, ma non si può fare tutta una serie di affermazioni, ce l'hanno tutti con Dio che non brucia, mi sembra che se si vuole ricorrere alle frasi a effetto gli altri argomenti sono vuoti. Se roberto renzi fà un dibattito onesto con specialisti seri dell'una e dell'altra parte io ci vado a sentire, se si portano solo gli scopiazzamenti da internet resto a casa.
oggetto: RE: arieccoci! da: Roberto G.
   01/12/2010 ore 23:41
  Se volevi informarti bastava muovere le chiappe e andare dove si svolgono dibattiti su le tematiche che ti possono interessare Greve non è lontana e neanche San Giovanni V. dove 2 settimane fa erano presenti Ciacci e Cenname.
oggetto: RE: RE: arieccoci! da: eolo
   02/12/2010 ore 09:33
  A Roberto G

gli argomenti che mi interessano sono presto detti:
1) perchè a figline non funziona il servizio di raccolta dei rifiuti?
2) perchè chi fa il cosiddetto porta a porta non viene anche alla mia porta? non ho la possibilità di fare il compostaggio perchè ho un ambiente di trenta metri quadri, quando mi arrivano gli imballi li devo levare subito perchè non posso ricevere i clienti in mezzo al sudicio
3) perchè si parla tanto di smaltimento ma poi non si riesce nemmeno a smaltire l'acqua nelle fogne?
4) perchè si ragiona di fare una discarica in una zona dove poi finisce nell'acqua da bere?
5) se bruciare la plastica è come bruciare il petrolio, perchè non si brucia la plastica e si risparmia il petrolio?

Non credo che queste risposte ce le danno ne a greve ne a san giovanni, ma non credo neanche che chi si ammazza di lavoro dalla mattina alla sera debba essere trattato da servitore di questa amministrazione. Io le chiappe le muovo, e come, per portare a casa il minimo di cui campare, con la luce e il gas che vanno alle stelle. Ma credo che i problemi del mio territorio vanno risolti dall'amministrazione del mio comune, non di quella di san giovanni o di greve. Se poi c'è chi a interesse a allungare il brodo, a allargare la polemica e a rimestare nel torbido rovesciando poi la pentola io non gli dò corda. Pensate ai problemi seri e locali, a ciascuno il suo.

A Cluniacense:
A ciascuno il suo modo di esprimersi, se non ti piace il mio non ci posso fare nulla. Forse non ho studiato come te o come qualche altro che scrive quà, ma la mia parte nella socetà la faccio anch'io lavorando dodici ore al giorno e a volte anche di più.

oggetto: RE: RE: RE: arieccoci! da: Roberto G.
   02/12/2010 ore 20:40
  Non ti do torto tutti lavoriamo per portare a casa uno stipendio per campare ma se nessuno protesta o fa sentire che ci sono delle opinioni diverse i tuoi amministratori come tanti (con poche eccezioni )pensano a lucrare e alla poltrona.
1)Funziona sulla zona di Matassino e dovrebbe iniziare anche San biagio (per tenere alte le percentuali della raccolta dei rifiuti per evitare sanzioni europee)
2)Il gestore è Aer che non ha interesse a fare il porta a porta anzi x il termoval. di Selvapiana la sentenza del TAR che ha bloccato i lavori con 14 reati commessi da provincia ,regione,comuni e gestore.Guadagna piu come avviene la raccolta ora.
3)come sopra
4)Presto chiuderanno Podere rota a Terranova da qualche parte devono metterli ,senza nessuna indagine geologica su le Borra .Figline in Movimento all'adizione in provincia (inizio mese) a portato i documenti e la relazione di un geologo del gruppo x dimostrare la non idoneità del sito .
5) La plastica è un derivato del petrolio continueresti a consumarlo ugualmente.
L'informazione è basilare x capire andare ai dibattiti ti aiuta ad avere delle idee e opinioni ,se aspettiamo che i problemi vengano risolti da chi ci governa stiamo nella situazione che ci meritiamo.( a tutti i livelli comuni,province,regioni e stato)

oggetto: RE: RE: RE: RE: arieccoci! da: Roberto G.
   03/12/2010 ore 00:37
  Ah dimenticavo ,le fogne .la gestione delle fogne è di Pubbliacqua che come ha spiegato all'assemblea pubblica al circolo dell'Amicizia il Sindaco Nocentini, spesso non se ne occupa allora il comune manda quei 2-3 dipendenti a stasare i tombini . (Es)Se te vai a comprare qualcosa ma ti vendono un "pacco" in quel negozio nn ci torni + ,anzi ti incazzi come una scimmia .Il comune invece di levare la gestione a sta gente (che lucra visti i continui aumenti e il pessimo servizio)sta zitto e manda 2 poveri diavoli a fare il lavoro di altri , L'acqua è un bene comune che deve tornare pubblico.
oggetto: RE: RE: RE: arieccoci! da: Samuele
   02/12/2010 ore 20:35
  Provo a rispondere (NB: le risposte le dovrebbe dare l'amministrazione comiunale.
1) e 2)
Perché il Comune non vi ha mai investito intelligentemente. La gestione dei rifiuti non è visto come un servizio ai cittadini ma come un metodo per far arricchire i vecchi riciclati della politica valdarnese, passati tutti al settore edile o alla gestione dei rifiuti. Essi guadagnano se ci sono tanti rifiuti da gestire spendendo il meno possibile.
4)
Allacciandomi a quanto detto sopra, il cerchio si chiude se si pensa che arrivano precise direttive politiche dagli alti vertici. I rifiuti devono finire in discarica. Su quella discarica in particolare, ormai è stato deciso. Perchè proprio quella? Bho, forse è stata scelta a caso su una mappa da una scimmia ammaestrata, oppure c'è di mezzo anche l'ENEL (il terreno sarebbe stato da bonificare, comprandolo il comune ha tolto un cospicuo onere all'Enel). La gestione dei rifiuti con inceneritore + discariche è la più svantaggiosa per la comunità ma più vantaggiosa per i gestori delle strutture (vedi punto precedente, il cerchio si chiude). Costruire inceneritori e discariche costa MILIARDI di euro. Nessun imprenditore sano di mente lo farebbe se i politici non garantissero finanziamenti pubblici e continuo afflusso di rifiuti. Con i rifiuti zero (applicati in tutto il mondo sia a città enormi che grandi che medie che piccole) nessuno ci guadagna, tranne i moltissimi operai che verrebbero occupati nella filiera di separazione trattazione e riciclo dei rifiuti.
3)
è una battuta? se non lo fosse è una cosa completamente diversa. I rifiuti per essere smaltiti hanno bisogno delle apposite strutture: inceneritori o discariche che costano un botto e occorre un sacco di tempo per farli; o impianti di separazione e riciclo che costano molto meno e sono più rapidi da costruire.
Per smaltire l'acqua piovana bastano fognature adeguatamente dimensionate. Purtroppo il sistema fognario principale risale a quando nel territorio c'erano molti campi e terreno "verde". Oggi è quasi interamente ricoperto di asfalto o cemento, quindi quando piove l'acqua non viene assorbita dal terreno (che una volta la tratteneva come una specie di spugna gigante) ma va direttamente in fogna, con quantità molto maggiori di quante il vecchio sistema fognario ne può smaltire efficacemente.
5)
E' proprio quello che avviene negli inceneritori. Solo che ne escono sostante cancerogene e mutagene. Mi sembra di capire che sei contrario alle discariche che rilasciano inquinanti nell'acqua, come fai ad essere a favore di oinceneritori che rilasciano inquinanti nell'aria?Guarda che l'inquinante arriva fino a 20km e con i venti giusti anche molto oltre!
Qui si inizia a parlare di energia. Energia e rifiuti vanno separati. Il fatto che a bruciare rifiuti si produce energia va ridimensionato: non è economicamente conveniente! Lo diventa solo se si finanzia l'attività con sovvenzioni pubbliche, tramite il furto in bolletta del CIP6 (appena Prodi lo abolì tutte le aste per costruire inceneritori andarono deserte; Berlusconi reintrodusse i CIP6 agli inceneritori et voilà, gli inceneritori ripresero a spuntare come funghi). Una soluzione pratica al tuo problema: per abbassare il costo dell'energia le pubbliche amministrazioni dovrebbero coinvolgere le banche a finanziare l'installazione di migliaia di pannelli solari ai singoli cittadini e alle piccole-medie imprese. Ci guadagnerebbero tutti (le banche si ripagherebbero automaticamente con l'energia in surplus reimmessa in rete). Sai anche quanti posti di lavoro per chi costruisceinstalla pannelli? Altro che inceneritori!

oggetto: guardate capannori da: frank
   30/11/2010 ore 21:51
  Voi state farneticando per cose sorpassate guardate avanti...per esempio in Toscana il comune di Capannori ha un obbiettivo ambizioso emissioni zero leggete...........e noi
Nuovo importante passo avanti dell'amministrazione Del Ghingaro sul percorso del progetto 'Emissioni zero entro il 2050" per la messa in pratica di politiche volte al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni di gas serra.

Grazie all'installazione, nei primi mesi del 2011, di pensiline fotovoltaiche in 12 aree pubbliche, 10 parcheggi e 2 piste ciclabili del territorio comunale, individuate in varie aree del territorio da Capannori a Lammari, da Lunata a Marlia fino a S. Colombano, sarà infatti possibile produrre complessivamente 1 megawatt di energia elettrica fotovoltaica l'anno. Ciò significa che nell'arco di vita degli impianti (circa 22 anni) si avrà un risparmio di combustibile totale di 2.000 tonnellate di petrolio equivalente, e sarà evitata l'emissione di 15.158 tonnellate di Co2.

"Dopo il progetto Rifiuti zero entro il 2020 e i suoi più che lusinghieri risultati - dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro - adesso vogliamo focalizzare la nostra attenzione in particolare sulle politiche di risparmio energetico, per raggiungere con atti concreti, come siamo soliti fare, un altro importante obiettivo che ci siamo prefissi, ovvero quello delle 'Emissioni zero entro il 2050' seguendo l'esempio di importanti città che già sono sulla buona strada grazie a programmi per le energie rinnovabili e il risparmio energetico. L'installazione delle pensiline fotovoltaiche è progetto innovativo, oltretutto a costo zero per il Comune - prosegue Del Ghingaro - che porterà benefici ambientali per tutta la comunità e anche benefici economici per l'amministrazione comunale. Un progetto non certo isolato, ma che si inserisce in un percorso già intrapreso da alcuni anni con l'installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto della sede comunale, con i vari progetti di piantumazione di alberature come 'Arbor Populi' per l'assorbimento di Co2 e presto con l'inaugurazione di tetti fotovoltaici sulle scuole inferiori di primo grado del nostro territorio".

L'innovativo intervento sarà realizzato con 12 progetti attraverso un'operazione di messa a bando, entro la fine del 2010, delle superfici individuate ad aziende private che potranno realizzare l'intervento ammortizzando poi il proprio investimento con la formula del conto energia. I privati che si aggiudicheranno l'intervento per realizzare le pensiline fotovoltaiche, devolveranno i vantaggi al Comune in termini di risorse economiche e/o di fornitura di tecnologie legate al risparmio energetico.

Le 12 pensiline avranno la doppia funzione di produrre energia elettrica fotovoltaica, e di coprire le auto nel caso dei parcheggi o di ombreggiare le piste ciclabili durante la stagione estiva.

Ecco dove saranno realizzate: Capannori parcheggio via del Popolo 380 metri quadrati; pista ciclabile via dei Colombini, 2.950 metri quadrati; parcheggio della mensa comunale 535 metri quadrati, parcheggio via D. Chelini 810 metri quadrati; parcheggio del liceo scientifico 'Majorana' in via Guido Rossa 1.170 metri quadrati; pista ciclabile 980 metri quadrati; Lunata parcheggio della scuola elementare via del Casalino 250 metri quadrati; Lammari parcheggio della scuola media 270 metri quadrati; parcheggio scuola elementare 380 metri quadrati; Marlia parcheggio dello stadio viale Europa 1.050 metri quadrati; Pieve S. Paolo parcheggio della scuola elementare via Immagine dell'Osso 650 metri quadrati; S. Colombano parcheggio via delle Selvette 1.280 metri quadrati.

oggetto: RE: guardate capannori da: roberto
   01/12/2010 ore 15:03
  bravi a capannori, ma è una piccola realtà non è possibile commutare i risultati per le grandi città. A capannori producono una piccola quantità di rifiuti e li possono gestire, già il valdarno è un'altra realtà.
Per le piste ciclabili siamo in accordo, ma se si realizzano progetti frutto del caso esse non hanno ragione d'esistere, mi spiego le faccio un esempio, prima si doveva realizzare un progetto pedonale e ciclabile che portasse pedoni e biciclette dal centro del matassino al centro di figline, e solo dopo si doveva iniziare a realizzarlo, anche a blocchi. Invece non si realizza il progetto, si spendono 400.000 euro per gettare fumo negli occhi agli ambientalisti, e si realizza una passarella che non ha ne da un lato del arno ne dall'altro punti di accesso.
Risultato tutti prendono l'auto.















oggetto: RE: RE: guardate capannori da: Roberto G.
   02/12/2010 ore 09:32
  Il Comune di Capannori si trova nel nord della Toscana, si estende nella piana lucchese
per 165,50 kmq, tanto da essere considerato uno dei comuni rurali più grandi d’Italia.
Il territorio si compone di una zona centrale pianeggiante e di due fasce collinari una a
nord, in prossimità dell’Altopiano delle Pizzorne, ed un’altra a sud, dove si trova il
Monte Pisano.
Utenti serviti dal porta a porta a Capannori
2005: 600 abitanti
2006 (febbraio): 10. 520 abitanti e 610 utenze non domestiche
2006 (novembre): 13.820 abitanti e 970 utenze non domestiche
2008: (febbraio): 26.150 abitanti e 1.770 utenze non domestiche
2008 (dicembre): 36.540 abitanti e 2320 utenze non domestiche
2009 (aprile): 42.998 abitanti (16.596 famiglie) e 2532 utenze non domestiche
2010 (giugno): tutti i 45.662 abitanti.
Per essere una piccola realtà (3 volte Figline)si puo documentare che è molto avanti come organizzazione ,basta informare i cittadini dei vantaggi x poterlo fare anche nelle grandi città .Tipo riduzione dei costi sulla bolletta ,nuove assunzioni per la raccolta porta a porta è meno spese per il Comune ,se il sito regge ti allego tutto il documento del Comune di Capannori ma questo è solo l'inizio di cio che sta realizzando Asses. Ciacci ultimamente stanno installando delle macchine per il compost che servono 240 famiglie a macchina.

Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 1
CAPANNORI
IL COMUNE
“VERSO RIFIUTI ZERO”
ALESSIO CIACCI
ASSESSORE DEL COMUNE DI CAPANNORI ALLE POLITICHE AMBIENTALI,
ALL’ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA DI GOVERNO E ALLA PARTECIPAZIONE
“A più riprese gli scienziati ci hanno avvertito che è in gioco la sopravvivenza della
specie umana” Don Lorenzo Milani “L’obbedienza non è più una virtù”
FEBBRAIO 2010
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 2
INTRODUZIONE GENERALE
Acqua, Rifiuti ed Energia rappresentano tre questioni fondamentali per il futuro del
nostro pianeta. Emergenze ambientali ed emergenze sociali aumentano laddove le
politiche di governo del territorio non sono indirizzate a costruire una vera sostenibilità
ambientale ed una maggiore giustizia sociale. Senza una partecipazione vera ed un
aumento della coscienza collettiva sul valore dei beni comuni rischiamo di perdere il
controllo di fattori determinanti il nostro benessere.
L’ ”impronta ecologica” dell’uomo sull’ambiente è più che triplicata tra il 1963 ed il
2003, superando di oltre il 30% la capacità bio-riproduttiva dei sistemi naturali. Le
emissioni in atmosfera nello stesso periodo sono aumentate di 9 volte. Con questo ritmo
nel 2050 consumeremo ogni anno le risorse di almeno 2 pianeti.
L’Earth Overshoot Day è il giorno in cui, calcolando le risorse disponibili sulla terra su
un anno, il consumo umano termina il capitale disponibile. Il giorno in cui si terminano le
risorse è apparso per la prima volta nel 1985 quando al 31 Dicembre si è arrivati a 0
risorse. Nel 1995 la soglia è stata raggiunta il 21 Novembre mentre nel 2009 già il 24
settembre. Questo significa che i consumi eccedono le capacità rigenerative degli
ecosistemi e dal 24 settembre al 31 dicembre si stanno consumando risorse che la terra
non riesce più a rigenerare. La maggioranza dei materiali prodotti per i nostri beni di
consumo finisce a smaltimento in discariche (70-80%) ed inceneritori, con enormi
sprechi energetici e pesanti impatti ambientali.
Alcuni drammatici effetti sono già in evidenza: dal 1970 al 2003 le specie degli animali
terresti si sono ridotte del 31%, quelle di acqua dolce del 28% e quelle marine del 27%.
La deforestazione delle procede a un ritmo di circa 13 milioni di ettari/anno e la
salinizzazione colpisce ogni anno oltre 20 milioni di ettari di terreno.
In Italia si producono mediamente 600 kg di rifitui pro-capite l’anno (un milanese 1600
dai 400 del 1953) , 300 in Messico 760 negli USA.
Il modello di consumo in cui siamo immersi allontana il produttore dal consumatore con
enormi sprechi energetici, impoverisce i piccoli produttori favorendo le grandi aziende
che indirizzano i consumi attraverso la pubblicità, concentra le ricchezze in poche mani,
aumentare i rifiuti e gli imballaggi , aumenta costantemente gli impatti ambientali
piuttosto di ridurre i costi operativi nelle logiche di mercato.
Il nostro modello di sviluppo, improntato dunque su uno spreco insostenibile di materie
prime, di energia e sulla produzione di una quantità enorme di rifiuti, non può più essere
definito “sostenibile”. Occorre ripensare in termini di “futuro possibile” il modo di vivere
il rapporto uomo-ambiente vincolando le attività umane al massimo risparmio energetico
e di materie prime.
La questione rifiuti ha dimostrato in questi anni la centralità del nostro stile di vita ed ha
fatto emergere la problematica dello smaltimento di enormi montagne di scarti che la
nostra società produce. Negli ultimi 15 anni la produzione di rifiuti in Toscana è
aumentata ad un ritmo annuo di circa 100 mila tonnellate, ogni anno più di 1,5 milioni di
tonnellate di rifiuti finiscono in discariche o inceneritori.
Il Comune di Capannori (LU), nel piccolo di un’esperienza comunale, sta cercando di
affrontare con determinazione e coraggio queste sfide costruendo alternative che
affrontino la sostenibilità anche attraverso una vera partecipazione.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 3
Capannori è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla “Strategia rifiuti zero”.
Attraverso la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti Zero” ci siamo posti l’obiettivo
“di intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo
per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%”
combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione della
produzione dei rifiuti.
In questi anni il Comune di Capannori ha dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è
più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il
coraggio di una politica che guarda alla sostenibilità e alla necessità di scelte
coraggiose e concrete per un comune futuro possibile.
A Capannori abbiamo dunque voluto costruire una politica ambientale i cui punti
fondamentali fossero essenzialmente due: SOSTENIBILITA’ e
PARTECIPAZIONE.
CONTESTO
Il Comune di Capannori si trova nel nord della Toscana, si estende nella piana lucchese
per 165,50 kmq, tanto da essere considerato uno dei comuni rurali più grandi d’Italia.
Il territorio si compone di una zona centrale pianeggiante e di due fasce collinari una a
nord, in prossimità dell’Altopiano delle Pizzorne, ed un’altra a sud, dove si trova il
Monte Pisano.
I confini hanno subìto nel corso del tempo numerose modifiche, raggiungendo l’assetto
attuale nel 1925. Il Comune di Capannori comprende ben quaranta frazioni, ognuna delle
quali con caratteristiche proprie che la rendono unica. Il capannorese è infatti un territorio
complesso e variegato, che presenta realtà e paesaggi diversi , dalla palude alla collina,
dalla pianura agli altipiani.
LA GERARCHIA DEI RIFIUTI
La nuova Direttiva europea sui rifiuti, 2008/98/Ce del 19 novembre 2008, stabilisce una
"gerarchia dei rifiuti" che stabilisce in generale un «ordine di priorità» di ciò che
costituisce «la migliore opzione ambientale nella normativa e nella politica dei rifiuti».
In testa alla gerarchia figura la prevenzione, ossia misure - prese prima che una sostanza,
un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto - che riducono la quantità di rifiuti,
anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l'estensione del loro ciclo di vita, gli impatti
negativi dei rifiuti prodotti sull'ambiente e la salute umana oppure il contenuto di
sostanze pericolose in materiali e prodotti.
Segue poi la preparazione per il riutilizzo, ovvero le operazioni di controllo, pulizia e
riparazione attraverso cui prodotti o componenti di prodotti diventati rifiuti sono preparati
in modo da poter essere reimpiegati senza altro pretrattamento.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 4
Viene poi il riciclaggio, ossia qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i materiali
di rifiuto sono ritrattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro
funzione originaria o per altri fini. Esso include il ritrattamento di materiale organico ma
non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali
combustibili o in operazioni di riempimento.
Segue poi il recupero diverso dal riciclaggio, come il recupero di energia o altre
operazioni il cui principale risultato sia di «permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile
sostituendo altri materiali». A questo proposito, la direttiva precisa che gli impianti di
incenerimento dei rifiuti solidi urbani possono essere intesi come attività di recupero
unicamente se rispondono a determinati requisiti di "efficienza energetica" fissati dalla
direttiva stessa.
Vi è, da ultimo, lo smaltimento che consiste in qualsiasi operazione diversa dal recupero
anche quando l'operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di
energia, come il deposito in discarica, la biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei
suoli, l’iniezione dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche
naturali, l'incenerimento o il deposito permanente (ad es. sistemazione di contenitori in
una miniera). Al riguardo, la direttiva sottolinea che gli Stati membri «non dovrebbero
promuovere, laddove possibile, lo smaltimento in discarica o l'incenerimento di materiali
riciclati».
Entro il 2015, gli Stati membri dovranno quindi istituire regimi di raccolta
differenziata «almeno» per la carta, il metallo, la plastica e il vetro. Dovranno pertanto
adottare le misure necessarie affinché, entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il
riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro (e, possibilmente, di
altra origine) sia aumentata complessivamente almeno del 50% in termini di peso.
Inoltre, entro il 2011, dovrà formulare un piano d'azione per ulteriori misure di sostegno a
livello europeo volte, in particolare, «a modificare gli attuali modelli di consumo» e
definire una politica di progettazione ecologica (eco-design) dei prodotti che riduca al
contempo la produzione di rifiuti e la presenza in essi di sostanze nocive, favorendo
tecnologie incentrate su prodotti sostenibili, riutilizzabili e riciclabili.
Più in particolare, per rafforzare la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero
dei rifiuti, gli Stati membri potranno adottare misure legislative o non legislative volte ad
assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi,
fabbrichi, trasformi e tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia
soggetto ad una responsabilità estesa. Tali misure, è precisato, potranno includere
l'accettazione dei prodotti restituiti e dei rifiuti che restano dopo l'utilizzo di tali prodotti,
nonché la successiva gestione dei rifiuti e la responsabilità finanziaria per tali attività.
Potranno anche contemplare l’obbligo di mettere a disposizione del pubblico
informazioni relative alla misura in cui il prodotto è riutilizzabile e riciclabile.
A livello nazionale il Decreto Dlgs 152/2006, il cosiddetto Decreto Matteoli, pone
l’obiettivo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 31.12.2012.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 5
DAL CASSONETTO AL PORTA A PORTA
Nell’affrontare il tema rifiuti il primo elemento cardine su cui siamo intervenuti è il
sistema della raccolta. E’ ampliamente dimostrato che il sistema industriale e
meccanizzato dei grandi mezzi e grandi cassonetti aumenta costantemente la produzione
dei rifiuti e la raccolta differenziata rimane a livelli troppo bassi che non riescono a
superare, se non in casi eccezionali, il 35% di differenziazione.
Il Comune di Capannori ed ASCIT (l’azienda di igiene urbana che serve Capannori
e 5 comuni limitrofi) hanno dunque avviato una completa riorganizzazione del
servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la
raccolta domiciliare “Porta a porta”, con la consegna a tutte le famiglie degli
strumenti per la raccolta differenziata.
Questa scelta non ha rappresentato per noi solo una scelta tecnica di diversa gestione
della raccolta dei rifiuti, ma è stata una scelta strategica politico e culturale, una
rivoluzione sia per l’azienda ASCIT che per tutte le famiglie a cui si è chiesto, con
fiducia, un piccolo sforzo per contribuire a far sì che gli scarti non siano più un problema
per l’ambiente, ma una risorsa che possa essere riutilizzata e riciclata.
Abbiamo investito in questa scelta come in una scelta per il FUTURO, l’unica possibile
per raggiungere elevate percentuali di raccolta differenziata e per dimostrare che i
benefici sono per tutti: per i cittadini, per l’ambiente, per i lavoratori, ed il decoro
urbano.
Siamo stati dunque il primo Comune in Italia ad aver avviato una politica integrata sui
rifiuti e sull’ambiente che non solo miri al necessario aumento della raccolta
differenziata, ma che costruisca una strategia integrata per la riduzione dei rifiuti ed il
loro riutilizzo, con un investimento immane nella partecipazione, nell’informazione e
nella sensibilizzazione volto a raggiungere l’obiettivo “rifiuti zero”.
LA RD. DAL 37 ALL’82%
SISTEMA DI RACCOLTA
Sistema di raccolta a domicilio, integrale, senza cassonetti per nessuna tipologia di rifiuto
filo strada. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone,
multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica
vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti,
assimilati per tutte le utenze non domestiche.
Tutti i contenitori e i sacchetti sono distribuiti a domicilio gratuitamente agli utenti.
ORGANICO: 1 Bio-pattumiera aereata abbinata a Sacchetti in mater-bi;
1 Contenitore colore marrone di 25 litri con chiusura antirandagismo per deposito dei
sacchetti in mater-bi.
CARTA: 1 cestone in plastica bianco
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 6
MUTIMATERIALE 1 contenitore blu ed un Sacco in polietilene di colore blu
trasparente
NON RICICLABILE Sacco in polietilene di colore grigio
1 contenitore per gli olii esausti di cucina.
Sacco colore viola per la raccolta dei pannoloni per anziani e pannolini per bambini.
Calendario settimanale ritiri:
• 2 ritiri per l’organico,
• 2 ritiri per il multimateriale
• 1 ritiro per carta e cartone
• 1 ritiro per indifferenziato
Inoltre:
• ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti
• ritiro mensile per olii esausti
• ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini
• ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.
Dopo una iniziale sperimentazione della raccolta domiciliare in una piccola frazione di
600 abitanti si sono attuate periodiche estensioni del servizio fino alla totale copertura di
tutto il comune nel Giugno 2010.
Popolazione: 45.662 abitanti in 40 Frazioni
Frazioni di Capannori coinvolte dal “Porta a porta”:
- Guamo dal 1 Febbraio 2005 (600 abitanti) Prima sperimentazione del porta a
porta in Toscana con consulenza ARS Ambiente (progetto in allegato) poi
progettazione autonoma da parte dell’azienda ASCIT Spa
- Lammari e Marlia dal 1 Febbraio 2006 (9.920 abitanti e 610 utenze non
domestiche)
- Guamo, Coselli, Badia di Cantignano, Vorno, Verciano dal 6 Novembre 2006
(3.300 abitanti e 360 utenze non domestiche)
- Capannori, Lunata, Santa Margherita, Carraia, Pieve San Paolo, Toringo,
Paganico, Tassignano, dal 4 Febbraio 2008 (12.330 abitanti e 800 utenze non
domestiche)
- Camigliano, Gragnano, Lappato, S.Colombano, S.Martino in Colle,
Segromigno in Piano, Segromigno in Montee parte di S.Gennaro, dal 1
dicembre 2008 (10390 abitanti, 550 utenze non domestiche)
- S. Leonardo - Pieve di Compito - S.Ginese - Massa Macinaia - S.Giusto -
Colle di Compito - S.Andrea di Compito - Ruota - Castelvecchio di Compito,
dal 6 Aprile 2009 (6448 abitanti, 212 utenze non domestiche)
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 7
- Dal 1 Giugno 2010 il servizio è esteso alle ultime 6 frazione non ancora
raggiunte dal porta a porta arrivando a coprire tutti i quasi 46.000 abitanti del
comune.
Utenti serviti dal porta a porta a Capannori
2005: 600 abitanti
2006 (febbraio): 10. 520 abitanti e 610 utenze non domestiche
2006 (novembre): 13.820 abitanti e 970 utenze non domestiche
2008: (febbraio): 26.150 abitanti e 1.770 utenze non domestiche
2008 (dicembre): 36.540 abitanti e 2320 utenze non domestiche
2009 (aprile): 42.998 abitanti (16.596 famiglie) e 2532 utenze non domestiche
2010 (giugno): tutti i 45.662 abitanti
Il passo successivo sarà l’applicazione della tariffa puntuale che permetterà di
calibrare la tariffa anche in base al rifiuto effettivamente prodotto dalle famiglie.
LE ISOLE ECOLOGICHE
Con l’eliminazione di tutti i cassonetti stradali è stato dio fondamentale importanza aprire
nel territorio comunale due isole ecologiche sempre aperte ai cittadini, dove sia possibile
portare qualsiasi tipo di scarto e di rifiuto, anche ingombrante, elettrico…. in qualsiasi
ora della giornata.
L’area si configura come un grande piazzale recintato, dove sono dislocati circa 10
container dei diversi materiali differenziati, una pesa per i camion e le auto (per la
pesatura del netto conferito) ed un’area con un casottino dove c’è la presenza costante di
un operatore e la pesa dei piccoli materiali di fronte al sistema computerizzato che
gestisce la ricarica delle tessere.
I rifiuti conferiti nell’isola ecologica vengono pesati ad ogni scarico e il peso del rifiuto, a
seconda del materiale conferito, viene trasformato in un punteggio. I cittadini che si
servono delle isole ecologiche vengono registrati e ad ogni utenza viene distribuita una
scheda magnetica individuale che registra i punti e a fine anno, per chi supera quota 500,
riceve a casa un premio simbolico di un assegno da 20 euro.
I materiali conferiti in quantità maggiore risultano mediamente essere il legno per circa
16 t mensili, gli ingombranti 8 t, il ferro 3.5 t, seguiti dalla plastica 3.4 t e da
‘computer e tv’ 2.6t , mentre si registrato quantità più modiche, ma crescenti per quanto
riguarda le batterie scadute che sono passate dai 170 chilogrammi dei primi mesi ai 677
chilogrammi degli ultimi mesi e gli oli vegetali che hanno fatto registrare un vero balzo
in avanti passando dai 17 chilogrammi mensili medi 2008 agli oltre 5.000 chilogrammi
negli ultimi periodi.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 8
I VANTAGGI ECONOMICI
Nel 2009 a Capannori sono state raccolte 17.386 tonnellate di materiale
differenziato. In Provincia di Lucca il costo medio di conferimento dell’indifferenziato
è di 160 euro alla tonnellata. Se queste 17.386 tonnellate fossero finite nel circuito dei
rifiuti indifferenziati sarebbero stati necessari dunque ben 2.781.760 euro per il loro
smaltimento.
La spesa di conferimento agli impianti di riciclaggio di queste 17.386 tonnellate è
stata invece di 927.815 euro (a fronte di 675.000 euro del 2007 per le stesse
tonnellate). Inoltre occorre considerare che la carta è una risorsa. Infatti dalla
vendita delle 5.459 tonnellate di carta raccolta nel 2009, sono stati ricavati 280.956
euro. Andando dunque a sottrarre il costo di smaltimento dei materiali differenziati,
al ricavo ottenuto con la vendita della carta, si ottiene un costo complessivo per le
17.386 tonnellate di rifiuti differenziati di 646.859 euro.
Se confrontiamo questo dato con il costo che sarebbe derivato dallo smaltimento nel ciclo
dell’indifferenziato, il risparmio nel conferimento agli impianti è dunque pari a
2.134.901 nel solo 2009. Fondo che è stato utilizzato per l’acquisto dei materiali per
le famiglie, le nuove assunzioni, i nuovi mezzi, la campagna informativa.
In pratica confrontando tre diversi scenari questi sono i dati economici::
1) 30% di RD con cassonetto (quantità Capannori 2004 con attualizzazione
ottimistica dei costi di smaltimento);
2) 71% di RD con riduzione, situazione 2009;
3) 80% di RD con totale porta a porta, tariffa puntuale ed ulteriore riduzione dei
rifiuti.
SCENARIO 1
Materiale Quantità (t) Costo (euro)
Organico 2.442 244.000
Multimateriale 1.009 40.360
Carta 4.832 -241.600
Indifferenziato 19.373 3.099.680
TOTALE 27.656 3.142.440
SCENARIO 2
Materiale Quantità (t) Costo (euro)
Organico 6.148 614.800
Multimateriale 3.180 127.200
Carta 5.459 - 273.000
Indifferenziato 6.961 1.113.760
TOTALE 21.686 1.582.760
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 9
SCENARIO 3
Materiale Quantità (t) Costo (euro)
Organico 6.500 650.000
Multimateriale 3.500 140.000
Carta 6.000 - 300.000
Indifferenziato 4.400 704.000
TOTALE 20.400 1.194.000
I VANTAGGI OCCUPAZIONALI
Un ulteriore elemento positivo dell’esperienza di raccolta domiciliare a Capannori è
l’aspetto del lavoro. Il “porta a porta” necessita infatti di un numero più elevato di
operatori. Dall’inizio del sistema di raccolta “Porta a porta” ad oggi ci sono state
circa 50 nuove assunzioni. Questo non ha significato però maggiori costi perché questi
sono stati compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti
indifferenziati. Questi risparmi li abbiamo investiti non solo in mezzi più piccoli ed
ecologici ed in nuovo personale ma anche garantendo un risparmio sulla tariffa al
cittadino.
I VANTAGGI PER I CITTADINI
Con i risparmi ottenuti dal non dover smaltire i rifiuti indifferenziati, oltre a coprire
i costi delle nuove assunzioni, abbiamo riconosciuto una riduzione della tariffa ai
cittadini. La riduzione è stata pari al il 20% sulla parte variabile.
Ai vantaggi legati alla riduzione della tariffa si aggiungono anche i vantaggi di un
servizio di grande qualità, che oggi viene richiesto nelle frazioni dove non è ancora stato
attivato. L’eliminazione definitiva dei cassonetti comporta inoltre un maggior decoro
urbano e l’eliminazione di tante piccole discariche abusive che prima di formavano
accanto ai cassonetti.
I cittadini di Capannori possono inoltre conferire qualsiasi tipologia di rifiuti presso due
ISOLE ECOLOGHICHE che abbiamo realizzato con un sistema informatico che registra
ogni conferimento ed attribuisce all’utente un punteggio registrandolo su una tessera
magnetica. A fine anno il punteggio si trasforma in un bonus economico inviato con
assegno direttamente a domicilio.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 10
I VANTAGGI AMBIENTALI
Con la raccolta differenziata dal 2004 al 2009 abbiamo avviato a riciclaggio 85.467
tonnellate di rifiuti.
Dall’avvio del “Porta a porta”, grazie all’aumento della raccolta differenziata e alla
riduzione dei rifiuti, abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati a
smaltimento di circa 30.000 tonnellate di scarti. Questo significa che nei primi 5 anni
abbiamo risparmiato una quantità già superiore alla attuale produzione annua di
rifiuti.
Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2009 abbiamo risparmiato:
- l’abbattimento di quasi 100.000 alberi;
- il consumo di 2,5 milioni di litri di acqua;
- l’emissione di oltre 7.000 tonnellate di CO2.
Per un termine di paragone 2,5 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al
risparmio idrico del consumo annuo di quasi 30.000 cittadini.
Grazie al riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2
è stata pari a 1.272 t.
Grazie al riutilizzo dell’organico e degli sfalci e potature si è ottenuto un risparmio
di quasi 5.000 t di CO2.
Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 13.272 tonnellate di CO2.
IL RICICLAGGIO
Tutto il materiale raccolto in maniera differenziata è avviato a riciclo.
L’organico, in attesa di poterlo trattare in un nostro impianto che abbiamo in
programma, viene inviato all’impianto di compostaggio di Montespertoli (FI) ed è poi
destinato alla produzione del compost. Il Compost viene poi indirizzato verso tre filiere:
l’utilizzo diretto in agricoltura, la commercializzazione alle aziende che producono
terriccio ed un’ultima parte alle aziende che producono fertilizzanti.
La carta viene selezionata tra carta congiunta e selettiva, è venduta attraverso il
consorzio COMIECO per il recupero della carta ed indirizzata alle aziende che poi
producono cartone o carta riciclata.
Il mutlimateriale (vetro, plastica e lattine) è stato indirizzato all’impianto dell’azienda
Revet di Pontedera, dove è stato selezionato ed avviato ai rispetti consorzi del riciclo.
La plastica viene suddivisa in 5 colori (trasparente, azzurrata, blu, verde e ad alta densità)
al fine di valorizzarla al meglio nel mercato del riciclo.
Nemmeno gli scarti di questo processo di selezione vengono avviati a smaltimento
perché sono riutilizzati dall’azienda per la produzione di pancali in materiale riciclato
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 11
LA RIDUZIONE DEI RIFUTI
La strategia “Rifiuti zero” verso cui si sta indirizzando l’Amministrazione comunale,
cerca di combinare riciclaggio, e dunque raccolta differenziata spinta, con politiche
mirate a prevenire e ridurre la produzione dei rifiuti. Abbiamo dunque avviato politiche
mirate a ridurre la produzione degli scarti cercando di legare buone pratiche ambientali
con buone pratiche in campo sociale ed economico.
1 Compostaggio domestico
Circa il 30% dei rifiuti soldi urbani è composto dall’umido, la frazione organica.
L’organico è l’elemento che dà più problemi quando rimane misto agli altri rifiuti perché
crea liquidi pericolosi nelle discariche e problemi negli impianti di smaltimento.
Il compost, detto anche terricciato o composta, è il risultato della decomposizione e
dell'umificazione di un misto di materie organiche (come ad esempio residui di potatura,
scarti di cucina, letame, liquame o i rifiuti del giardinaggio come foglie ed erba sfalciata)
da parte di macro e microrganismi in condizioni particolari: presenza di ossigeno ed
equilibrio tra gli elementi chimici della materia coinvolta nella trasformazione.
Il compostaggio tecnicamente è un processo biologico aerobico e controllato dall'uomo
che porta alla produzione di una miscela sostanze umificate (il compost) a partire da
residui vegetali sia verdi che legnosi o anche animali mediante l'azione di batteri e
funghi.
Il compost può essere utilizzato come fertilizzante su prati o prima dell'aratura. Il suo
utilizzo, con l'apporto di sostanza organica migliora la struttura del suolo e la
biodisponibilità di elementi nutritivi (azoto). Come attivatore biologico aumenta inoltre la
biodiversità della microflora nel suolo.
Grazie ad una grande campagna per il Compostaggio Domenistico, iniziata fin dal 2005,
Ascit ed il Comune di Capannori sono riusciti, assieme alla cittadinanza, ad eliminare dai
rifiuti tonnellate di organico che sono andate direttamente nei terreni e negli orti, invece
di finire nei cassonetti. Per incentivare questa buona pratica è stato riconosciuto
un’ulteriore sconto del 10% sulla parte variabile della tariffa a tutti i cittadini che
praticano l’autocompostaggio.
L’azienda ASCIT regala ad ogni cittadino il composter, un bidone traforato di plastica
che è ritirabile, previa la firma, in comune, di un modulo prestampato con
l’autocertificazione e le istruzioni per produrre un buon compost dai propri scarti
organici.
Grazie a questa politica oggi le utenze che hanno avviato il compostaggio domestico sono
salite a 2023 nel territorio comunale. Ogni anno viene effettuata un verifica su un
campione di quanti hanno finora aderito. I controlli hanno dimostrato che oltre il 96% dei
casi effettuano in maniera corretta il compostaggio domestico.
L’elemento di sconto sulla bolletta è sicuramente un grande incentivo alle famiglie per
avviare il compostaggio domestico ed infatti stiamo pensando ad un aumento della
riduzione della tariffa per coloro che intendono aderire.
2 Capannori acquista verde
Nel 2003 l’Unione europea ha invitato tutti i Paesi membri ad elaborare, entro il 2006,
piani d’azione per “l’integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici”. Il
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 12
Piano di azione nazionale italiano (Pan Gpp) è stato approvato solo nell’aprile del 2008,
ma mancano ancora i decreti attuativi che definiranno i requisiti per definire “verde” un
bene o servizio oggetto del bando. Tecnicamente, si chiamano “criteri ambientali
minimi” e riguardano una dozzina di tipologie di prodotto individuate. Nell’estate 2009
una comunicazione della Commissione europea ha posto ai Paesi membri l’obiettivo di
inserire i criteri del Gpp nel 50% delle gare d’appalto della pubblica amministrazione
entro il 2010.
Purtroppo, in Italia l’acquisto sostenibile della pubblica amministrazione non funziona
nemmeno quand’è un obbligo di legge: il decreto legislativo 22 del 1997, undici anni fa,
obbligava le Regioni a coprire il 40% del proprio fabbisogno con carta riciclata. Sei anni
dopo, il decreto 203 del 2003 obbligava tutti gli enti pubblici a coprire il 30% del proprio
fabbisogno annuo di manufatti e beni (dalla carta, ai mobili) con materiale riciclato. Ma
l’operatività del decreto è ingessata da “condizioni” che ne limitano (o azzerano)
l’efficacia.
Il ritardo nell’attuazione dei principi del Green Public Procurement non è cosa da poco:
la spesa della pubblica amministrazione copre il 16% del prodotto interno lordo
dell’Unione europea. In Italia, i “consumi” della pubblica amministrazione -l’insieme di
Comuni, Province, Regioni, ministeri ed enti di ricerca- valgono circa 115 miliardi di
euro all’anno.
Per sottolineare anche l’importanza dell’utilizzo dei materiali riciclati e di alimentare il
mercato dei prodotti con materie prime seconde, il Comune di Capannori, primo in
Toscana, ha adottato dal 2005 il sistema degli acquisti verdi, con un delibera di
adesione alla procedura GPP (Green Public Procurement) tutti gli acquisti dell’ente
comunale sono stati vincolati ad una procedura che selezioni i prodotti fatti dando una
preferenza a quelli prodotti con materiale riciclato in modo da sostenere la domanda dei
prodotti realizzati con un minor impatto ambientale e dimostrare che anche attraverso gli
acquisti si può incidere.
Oltre alla procedura per acquisti verdi abbiamo avviato un sistema interno al palazzo
comunale che ha attivato la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come,
ad esempio, i toner delle stampanti, che in questo modo possono essere rigenerati e
avviati a nuova vita. Per la buona riuscita del progetto è necessario formare bene il
personale e motivarlo nella scelta e nella selezione dei materiali, con aggiornamenti
costanti delle opportunità e delle migliorie del mercato.
Per informazioni http://www.acquistiverdi.it o http://www.forumcompraverde.it
3 Acqua buona nelle mense
L’Italia è il paese Europeo con il maggior consumo pro-capite di acque minerali. Un
consumo che non è certo motivato dalla minor qualità delle acque di acquedotto bensì da
una massiccia campagna pubblicitaria che ci induce all’acquisto dell’acqua al
supermercato con costi superiori del 1000% rispetto a quella “pubblica” e con una qualità
non certo migliore. L’acquisto di acque minerali comporta gravi conseguenze
sull’ambiente per i rifiuti che producono ma anche per la grande circolazione di tir che
attraversano l’Italia nel trasporto dell’acqua del Sud Italia al Nord e viceversa. Senza
considerare che l’acqua di rubinetto è più sicura, controllata e garantita dell’acqua
minerale che ha parametri di inquinanti, per legge molto più permissivi rispetto a quella
“del sindaco”.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 13
Valore limite di alcune sostanze contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale
Valori limite acque potabili
Decreto L. 31/2001
Valori limite acque minerali
Decreto 542/92 – Dm 31/05/2001
Arsenico totale
(Eg/l)
10 50
Bario (Eg/l) - 1
Cromo (Eg/l) 50 50
Piombo (Eg/l) 10-25 10
Nitrati (mg/l) 50 45-10*
Alluminio (Eg/l) 200 Nessun limite
Ferro (Eg/l) 200 Nessun limite
Manganese (Eg/l) 50 2000
Fluoruro (mg/l) 1,50 Nessun limite
* Valore relativo ad acque destinate all’infanzia
Quel che è grave è che più dell’80% delle acque minerali sono imbottigliate in
contenitori di plastica (in Pet), il cui costo si aggira sui 1° cent contro i 25 cent per la
bottiglia di vetro. I costi dello smaltimento ricadono sulle regioni che spendono di più di
quanto incassino dai canoni delle concessioni di sfruttamento delle fonti.
I consumi di acqua minerale sono cresciuti in quantità, nella seconda metà degli anni '90,
mediamente del 3% l'anno. Oggi gli italiani sono i più grossi consumatori di acqua
minerale in termini di consumo pro-capite: 172 litri. E nella crescita dei consumi sta
pesando in misura maggiore che in passato la parte meridionale del Paese, con consumi
pro-capite meno forti rispetto alle altre zone ma in crescita a ritmi più elevati.
Con l’inizio dell’anno scolastico 2007 abbiamo deciso di sostituire progressivamente
dalle mense scolastiche le acque minerali con l’utilizzo delle brocche di acqua del
rubinetto. Questo ci fa risparmiare, solo dalle prime tre scuole da cui è partito il progetto,
ben 8.500 confezioni di acqua minerale all’anno. Nel 2009 il progetto è stato esteso a
tutte le 22 scuole comunali con il risultato di 40.000 bottiglie in meno da settembre 2009
al febbraio 2010, 1600 kg di plastica risparmiata e un’importante azione di educazione
ambientale per i 2.438 bimbi coinvolti.
L’Amministrazione comunale ha firmato un Protocollo d’Intesa con Acque Spa (il
gestore del servizio idrico) in cui l’azienda ha fornito gratuitamente le brocche da
utilizzare nelle mense scolastiche ed effettua periodicamente un’analisi chimica
sull’acqua che esce direttamente dal rubinetto della scuola. I risultai vengono pubblicati
all’interno della scuola per dare evidenza a tutti dell’ottima qualità dell’acqua utilizzata.
All’inizio del percorso è stato importante realizzare incontri serali con i genitori per
spiegare la bontà del progetto, la sicurezza sulla qualità dell’acqua erogata e la falsità
ideologica che l’acqua minerale possa essere migliore di quella del rubinetto. Proprio per
legge nazionale, infatti, i parametri degli inquinanti permessi nelle acque di rubinetto
sono ben al di sotto di quelli concessi nelle acque minerali che per di più effettuano
anche molti meno controlli rispetto a quelli effettuati quasi quotidianamente sugli
acquedotti.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 14
Questa serie di incontri è stata fondamentale per superare le resistenze iniziali dei
genitori, allarmati dalla presunta pericolosità di bere acqua del rubinetto. E’ stato
importante abbinare, agli incontri formativi con i tecnici, anche “assaggi” di diversi tipi
di acqua minerale e di rubinetto riscontrando che effettivamente non c’era alcuna
differenza e che i preconcetti a volte costruiscono una realtà diversa nelle nostre menti.
4 La Via dell’Acqua
Con lo stesso obiettivo di minimizzare l’utilizzo delle acque minerali ma anche per
valorizzare i luoghi delle fonti naturali presenti sul territorio come luoghi di “bene
comune”, abbiamo costruito un percorso denominato: “La Via dell’Acqua”. Il percorso
valorizza la presenza delle fonti con una cartellonistica stradale e l’indicazione delle
proprietà dell’acqua che ne sgorga e la garanzie dell’assoluta sicurezza nell’utilizzo.
Il progetto “La Via dell’Acqua” è stato redatto nel 2005, con un costo complessivo di
500.000 euro e cofinanziato per il 60% dalla Regione Toscana attraverso una bando sulla
gestione ecoefficente delle risorse idriche. Da una prima fase di espropri delle aree
private si è poi realizzato, per ognuna dell 15 fonti sorgive, un casottino in muratura che
ospita una sistema di depurazione a raggi ultravioletti che elimina la carica batterica
senza alterare in alcun modo le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche
dell’acqua. Alla realizzazione delle opere sono poi seguite assemblee ed incontri con la
cittadinanza per illustrare le caratteristiche del progetto.
Il coordinamento è stato affidato ad un architetto e le difficolta organizzative hanno
causato non pochi ritardi, sia per lo scarso coordinamento con gli uffici comunali, per il
prolungarsi dei tempi di allaccio della rete elettrica e per la complessità degli interventi
su fonti sorgive antiche e delicate. L’opera è stata inaugurata nella primavera 2009.
5 Latte alla Spina
Il latte fresco che acquistiamo mediamente al supermercato ad un costo di circa 1,40
euro, viene pagato agli allevatori soltanto circa 30 centesimi al litro. C’è un euro che
dunque si perde tra trattamento, imballaggio, distribuzione e, soprattutto, in pubblicità, lo
strumento principe, nella nostra società, per il condizionamento dei consumi. Questo
meccanismo sta di fatto strangolando i piccoli produttori che vedendosi così poco
riconosciuto il loro lavoro sono spesso costretti a chiudere stalle ed aziende agricole.
Per la riduzione degli imballaggi ma anche per la valorizzazione della “Filiera Corta del
Latte” a Capannori abbiamo realizzato un distributore automatico del latte alla spina.
Grazie a questo distributore:
- il cittadino potrà avere un latte più fresco, non trattato e più genuino,
- il latte sarà più economico perché con 1 euro si acquista 1 litro di latte fresco
appena munto;
- all’allevatore viene riconosciuto più del doppio rispetto a quanto riconoscono le
centrali del latte;
- il latte può essere acquistato con un proprio contenitore riutilizzandolo e
risparmiando all’ambiente l’utilizzo dei contenitori “usa e getta”.
L’Amministrazione comunale si è fatta carico dell’acquisto (con circa 15 mila euro) del
macchinario e dell’installazione per poi affidare la gestione all’Associazione provinciale
degli allevatori che a sua volta ha effettuato una convenzione con gli allevatori della zona
disponibili a rifornire il macchinario.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 15
L’acquisto del macchinario è avvenuto con affidamento diretto e pochi mesi dopo, visto
il successo dell’iniziativa, è stata acquistata anche una tettotia in legno posizionata di
fronte al distributore del latte sotto la cui protezione sono state disposte due panchine in
plastica riciclata.
Per legge gli allevatori che riforniscono distributori automatici del latte alla spina devono
dotarsi della certificazione “Latte alta qualità” che implica una maggiore cura nei
passaggi del latte dalla mammella della vacca fino al contenitore refrigerato ed una
maggiore igiene per il prodotto.
In due anni, dall’inaugurazione del febbraio 2008 al febbraio 2010, con il distributore
automatico di latte alla spina sono stati venduti quasi 200 litri al giorno per un totale di
circa 110.000 litri. Considerando che circa il 90% dei consumatori acquista il latte con un
proprio contenitore sono state risparmiate oltre 90.000 confezioni di latte dai rifiuti.
Nel Marzo 2010 è prevista l’inaugurazione del secondo distributore, nella zona sud del
comune, sempre nel parcheggio di una scuola comunale. L’allevatore che rifornirà il
macchinario verrà però da un comune limitrofo perché i produttori locali sono stati
minacciati di ripercussioni economiche dalla cooperativa locale che acquista il loro latte
di non collaborare all’aperura di nuovi distributori.
6. Detersivi alla spina
Detersivi di qualità, naturali ed ecologici, di produttori locali, possono essere acquistati,
usando direttamente un proprio contenitore. In 15 punti vendita del Comune di Capannori
è possibile acquistare detersivi alla spina risparmiando e facendo risparmiare
all’ambiente lo smaltimento di tanti inutili imballaggi.
Anche in questo caso l’Amministrazione comunale si è fatta carico dell’acquisto (con una
spesa di nemmeno 2.000 euro) di contenitori in acciaio, con un rubinetto, che permettono
l’erogazione alla spina del prodotto e l’acquisto anche con propri contenitori.
Comune, Associazione di categoria (Confesercenti o Confcommercio) ed Ato Rifiuti
hanno stipulato una convenzione che ha impegnato tutti gli enti ed associazioni nella
massima comunicazione dell’iniziativa che infatti ha avuto grande richiamo e successo
tra la cittadinanza. Dopo i primi 4 esercenti le richieste si sono moltiplicate. I produttori
locali si sono fatti carico, visto il successo dell’iniziativa, di fornire loro stessi ai
negozianti i contenitori in comodato d’uso gratuito per la vendita del prodotto ed il
progetto si è diffuso anche oltre i confini comunali estendendosi in tutta la provincia di
Lucca e non solo.
Nella fase iniziale erano state convocate sia la grande che la media e piccola
distribuzione ma visto che i supermercati non hanno trovato interesse a proseguire nella
collaborazione il percorso è stato realizzato solo con piccoli esercenti.
La comunicazione del progetto nelle assemblee dedicate alla spiegazione della raccolta
differenziata ha avvicinato molti cittadini ad una sperimentazione iniziale che poi si è
consolidata aumentando costantemente.
Sono circa 27.000 i litri di detersivi ecologici venduti alla spina nei 15 punti vendita a
Capannori in un anno e due mesi al febbraio 2010. Il secondo dato molto positivo è che a
fronte dei ventisettemila litri di detergenti venduti i contenitori consumati sono stati solo
3.200, ovvero solo l’11% circa dei litri smerciati e ciò significa un grande risparmio di
flaconi di plastica immessi nell'ambiente.
7. Ecosagre
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 16
In una serie di incontri realizzati tra il Comune e le associazioni organizzatrici delle sagre
estive sono stati condivisi i principi di riduzione dei rifiuti a cui si voleva ispirare la
rivisitazione del Regolamento comunale che ne regola le concessioni anno per anno.
Grazie al nuovo Regolamento e all’impegno delle associazioni si è eliminato l’utilizzo
dell’usa e getta di plastica nelle sagre estive. Ecosagre a Capannori significa ridurre
l’impatto ambientale delle manifestazioni estive paesane nel territorio comunale.
Gli organizzatori delle sagre estive, infatti si impegnano a:
- differenziare tutti gli scarti prodotti dalla sagra e dei partecipanti;
- ridurre la produzione di rifiuti e di imballaggi durante le feste
- utilizzare stoviglie, posate e bicchieri riutilizzabili o in materiale compostabile
Dall’approvazione, nella primavera 2008, del nuovo Regolamento, ogni anno vengono
risparmiati oltre 40.000 coperti usa e getta e nelle sagre si mangia dunque con piatti di
coccio e posate lavabili oppure con il materiale usa e getta in mater-bi che può essere
riciclato nell’organico.
8. Pannolini ecologici
I pannolini usa e getta fin dalle fasi iniziali della loro produzione (consumo di cellulosa,
consumo di acqua ed energia e utilizzo di sbiancanti chimici e materie plastiche per la
produzione) sprecano risorse e inquinano l'ambiente. Per produrre pannolini usa e getta
per un solo bambino si richiede una quantita' di cellulosa pari a circa 10 grandi alberi.
Ogni bambino produce all'incirca una tonnellata di questi rifiuti difficili da trattare e non
biodegradabili. Il loro tempo di decomposizione, variabile da 200 a 500 anni, aumenta in
condizioni di carenza di acqua e ossigeno, condizioni che alcuni genitori riproducono
volontariamente, richiudendo ogni singolo pannolino in un sacchetto di plastica. Lavare
pannolini in modo ecologico fa risparmiare risorse non rinnovabili e riduce
l'emissione di anidride carbonica in atmosfera.
L’uso dei pannolini lavabili comporta anche notevoli vantaggi per la salute del bambino
che non ha materie plastiche a contatto con la pelle ma solo tessuti naturali che non
comportano, come quelli usa e getta, arrossamenti, eritemi, allergie.
Grazie ai pannolini lavabili si riduce notevolmente la produzione di rifiuti ma anche la
spesa. Considerando che per un utilizzo esclusivo di pannolini lavabili occorre un kit di
almeno 15-20 pezzi, e ad eccezione dei pannolini a taglia unica che accompagnano il
bimbo dalla nascita al vasino, occorrono almeno 2 o 3 kit completi di pannolini per ogni
taglia, la spesa-pannolini per i lavabili è dell'ordine delle centinaia di euro.
Il genitore che compra pannolini usa e getta invece spende complessivamente di più, in
quanto un bimbo in media consuma settimanalmente un pacco da 10€, il che significa
almeno 500 € annuali.
I nuovi Pannolini lavabili, semplici da usare, sono riutilizzabili: per il 90% sono costituiti
da cotone biologico e materiali naturali, si possono lavare anche in lavatrice e
comportano un risparmio di oltre il 70% per le famiglie rispetto ai normali pannolini.
L’Amministrazione comunale, investendo circa 7.000 euro, ha effettuato un bando per le
famiglie interessate a collaborare al progetto. Il Comune ha fornito dunque a 80 famiglie
che ne avevano fatto richiesta, il primo kit e, dopo un'iniziale sperimentazione di 20
giorni, a chi intende proseguire nel progetto, fornisce il secondo kit con una sovvenzione
del 50%.
I pannolini sono acquistabili in farmacia comunale ed il loro utilizzo è stato illustrato in
un’assemblea pubblica aperta a tutti i genitori.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 17
Con l’utilizzo, da parte di 80 bambini dei pannolini lavabili, dal novembre 2008 quando è
iniziata la campagna di promozione ed incentivo comunale, al febbraio 2010 si stima in
circa 100 tonnellate la riduzione nella produzione dei rifiuti.
9. Assorbenti ecologici
Sono disponibili presso la farmacia comunale gli assorbenti ecologici. Grazie alla
possibilità di essere lavati e più volte riutilizzati contribuiscono alla riduzione dei rifiuti.
C'è anche un risparmio per le signore perché con la spesa equivalente del consumo di
quattro mesi dello stesso prodotto "usa e getta" si acquistano assorbenti ecologici che
durano 10 anni. Il prodotto è anallergico e facilmente lavabile. Altri comuni incentivano
o promuovono l’utilizzo delle “coppette” che pure sono altrettanto efficienti per la
riduzione della produzione dei rifiuti ed inoltre diminuiscono notevolmente i consumi
idrici per il lavaggio.
10. Mercatino di scambio e riuso
Gli oggetti inutilizzati possono essere utili agli altri. E' questa l'idea che sta alla base del
mercatino di scambio e riuso. Nella piazza individuata per l’iniziativa, a cadenza
bimestrale, i cittadini possono portare oggetti, libri, mobili… e possono venderli ma
anche scambiarli e barattarli con altri oggetti.
L’amministrazione comunale ha attivato una collaborazione con l’Associazione per
Lammari che si occupa di organizzare l’evento, recepire le richieste di partecipazione dei
cittadini, soddisfarle o meno in base ad un regolamento ed assegnare i posti nei tavoli già
predisposti sulla piazza.
L’iniziativa ha una doppia valenza sociale ed ambientale: di carattere ecologico perché in
questo modo si allunga il ciclo di vita dei materiali ma anche sociale perché attraverso
queste iniziative si ricostruiscono legami, rapporti e occasioni d’incontro per la comunità.
Al termine dell’iniziativa alcuni espositori, invece di riprendersi il materiale avanzato,
lasciano in piazza le cose che non servono più, e con queste viene fatta un’asta oppure
vengono regalate. Gli oggetti avanzati vengono poi riciclati.
11. Via la plastica da tutte le mense
Con la nuova gara delle mense scolastiche e comunali, il Comune di Capannori ha messo
al bando l'usa e getta. In tutte le mense scolastiche e comunali dove ancora si usava la
plastica, vengono invece inserite le lavastoviglie industriali ed i piatti di coccio. Niente
più piatti o bicchieri di plastica ma piatti lavabili che permetto un ulteriore e notevole
riduzione nella produzione degli scarti.
Dall’anno scolastico 2009/10, con l’eliminazione di tutto l’usa e getta dalle 10 mense
scolastiche che utilizzavano la plastica rispetto alle 20 mense comunali, si sono eliminati
dai rifiuti circa 2.680 coperti di plastica alla settimana per un totale di circa 67.00 coperti
ogni anno scolastico
12. Il caso Effecorta
Non è un caso che proprio a Capannori, primo comune in Italia Verso Rifiuti Zero, sia
nata la prima esperienza commerciale a livello nazionale che vende oltre 150 prodotti
tutti alla spina e tutti di filiera corta.
Avviata nell’estate 2009 da una cooperativa creata da un gruppo di giovani amici di
Capannori, l’attività commerciale ha già oltre 100 richieste in tutta Italia per replicare
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 18
questo virtuoso sistema commerciale che al contempo valorizza i produttori locali e
contribuisce notevolmente alla riduzione nella produzione degli scarti.
Effecorta è un modo nuovo di acquistare che rispetta l’ambiente, conviene e riscopre i
produttori locali. Prodotti di qualità, locali, acquistabili sfusi nelle quantità non imposte
dal mercato, ma secondo le proprie esigenze e riutilizzando i contenitori.
Il consumo sostenibile per Effecorta è un modello di sviluppo basato sulla sobrietà dei
consumi, sul rispetto della natura, sul miglioramento delle condizioni di vita. Per questo i
prodotti sono di qualità, buoni da mangiare o da usare, principalmente provenienti dai
produttori locali e acquistabili senza l’imposizione della quantità: è il consumatore che
sceglie la sua quantità.
www,effecorta.it
13. Uno spazio permanente per il riutilizzo, lo scambio ed il riuso
Ascit ed il Comune di Capannori stanno inoltre progettando l’apertura di una terza isola
ecologica, che sarà in uno spazio al coperto con la possibilità, per le cose conferite ancora
in buono stato, di renderle disponibili per chi ne avesse bisogno prevenendo, anche in
questo caso, la produzione dei rifiuti e prolungando la vita dei materiali prima del loro
smaltimento
Utopia?
Dopo la delibera di adesione alla strategia “Rifiuti zero al 2020”, alcuni ci definivano dei
sognatori, come se il sogno non potesse più appartenere a chi amministra una comunità e
fa di tutto per costruire un futuro migliore per noi e le future generazioni.
Dopo i risultati raggiunti abbiamo dimostrato che per noi “Utopia” non è fantasticare
mondi migliori bensì impegnarsi nella costruzione concreta di un futuro migliore per tutti
noi, costruendo pratiche virtuose e partecipative. Inconcepibile utopia è pensare che
possiamo andare avanti in questo modo, senza ripensare i nostri consumi, i nostri scarti e
gli effetti ambientali dei nostri stili di vita. Grazie alla raccolta domiciliare e ai progetti
sulla riduzione, oggi a Capannori i rifiuti non aumentano più, bensì diminuiscono!
Abbiamo assistito infatti ad una decrescita complessiva dei rifiuti prodotti che nel 2009
ha registrato una percentuale di circa il 15 %, con una riduzione di quasi la metà sui
rifiuti indifferenziati.
Un dato estremamente positivo si riscontra nella produzione pro-capite di rifiuti
giornalieri, che dal 2004 ad oggi è andata progressivamente calando.
Si è infatti passati da 1,92 Kg di rifiuti pro capite al giorno del 2004 a 1,39 kg del gennaio
2009 e per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati, sempre giornalieri pro capite, da 1,21
Kg del 2004 a 0,48 Kg del gennaio 2009 (vedi schema sottostante).
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 19
ECCO I DATI E I RISULTATI DI QUESTO PERCORSO:
Anno 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
Cittadin
i con
Porta a
porta
600
abitanti
13.820
abitant
i e 970
utenze
non
dom.
13.820
abitanti
e 970
utenze
non
dom.
36.540
abitanti
e 2320
utenze
non
dom.
42.998
abitanti e
2532 utenze
non
domestiche
RSU
(Tonn.)
27.595 28.840 30.932 30.892 30.079 30.132 28.713 24.353
R.IND
(Tonn.)
18.746 18.313 19.373 18.958 15.506 14.349 11.417 6.967
R. DIFF
(Tonn.)
8.848 10.527 11.558 11.934 14.572 15.782 17.295 17.386
Perc
Racc
Diff (%)
32.07 38.50 37.37 38.63 48.45
(53
certif)
52.38
(53.66%
certif)
60.64
(69,18%
certif)
71,40 (in
attesa certif.)
Produz
rifiuti
Pro-cap
Kg/ab/g
1.68 1.75 1.92 1.89 1.69 1.60 1.47 1.4
R.IND
Pro-cap
Kg/ab/g
0.53 0.64 1.21 1.12 0.80 0.82 0.57 0.42
LA PARTECIPAZIONE: il filo rosso tra tutte questo politiche
Viviamo oggi la necessità di strutturare rivoluzioni che cambino profondamente la nostra
società, condizionata da mass media e dalla pubblicità, disaffezionata alla politica e alla
partecipazione attiva. C’è bisogno di lavorare tanto con ed in mezzo alla gente, per
cambiare le nostre abitudini e far crescere la consapevolezza degli effetti di questo
modello di sviluppo, così come delle buone pratiche sociali ed ambientali che possiamo
costruire dal basso. Occorre lavorare, su tutti i fronti, aggregando e coinvolgendo, senza
rinchiudersi né in circoli chiusi come è successo ad alcuni movimenti, né nelle stanze del
potere come invece è successo a parte della politica.
A Capannori la sfida è iniziata da Guamo, dove non solo abbiamo sperimentato, primi in
Toscana, la raccolta domiciliare, ma lo abbiamo fatto costruendo questa grande sfida
assieme alla cittadinanza, in assemblee svolte in ogni contesto, sia istituzionale che
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 20
ricreativo, nelle circoscrizioni, nei bar e nelle parrocchie, con un impegno ed un ascolto
che ha fatto crescere dal basso l’idea migliorandola passo per passo.
La necessità di progetti che coinvolgano le comunità e sappiano ridefinire i nostri stili di
vita è una necessità sociale ed ambientale senza precedenti.
E’ una necessità sociale perché l’aggregazione comunitaria è quasi scomparsa, affidata
sempre più agli spazi sterili e vuoti del mercato e dei grandi centri commerciali, dove
l’individualismo e l’apparenza dominano sull’autenticità dei bisogni e delle relazioni.
E’ una necessità sociale perché la politica è svuotata della partecipazione dal basso di cui
invece deve alimentarsi come linfa vitale per costruire il bene comune.
E’ una necessità sociale perché le regole del mercato impongono una politica di prezzi
che porta la produzione locale ad essere strangolata dalle grandi marche che mettono in
crisi l’economia locale.
E’ una necessità ambientale perché la società dell’immagine e dell’usa e getta si basa
quasi esclusivamente sulla pubblicità e sull’immagine con sprechi insostenibili di risorse,
di energia, di trasporti.
Il buon esito di progetti che sappiano invertire queste tendenze dipende esclusivamente
dalla dimostrazione alla comunità che esiste chi progetta un futuro diverso, che ha una
speranza solo se passa dalla responsabilità delle scelte di ognuno di noi. Giorno per
giorno.
In questo percorso a Capannori, oltre alle decine di assemblee, abbiamo voluto stimolare
la partecipazione dal basso anche e soprattutto attraverso la collaborazione attiva con le
associazioni locali, di ognuna delle frazioni attraversate dalla raccolta domiciliare.
Grazie ad un piccolo sostegno economico, di 6 euro per ogni famiglia visitata, sono stati
infatti i volontari delle associazioni locali, associazioni ambientaliste, di volontariato,
sportive, sanitarie….a visitare ogni nucleo familiare, distribuire il materiale informativo, i
sacchetti ed i bidoncini e a spiegare a tutti gli abitanti l’importanza della raccolta
differenziata. Questo ha fatto si che ogni cittadino sia stato visitato, per la distribuzione
del materiale, direttamente dal vicino, dal parente, dal conoscente o dall’amico.
L’Azienda Ascit ha stipulato una convenzione con ognuna di queste associazioni,
realizzando un piccolo corso di formazione di due incontri di due ore ciascuno, spiegando
a tutti i volontari il ciclo dei rifiuti, il materiale da distribuire alle famiglie, le indicazioni
operative da dare e le migliori metodologie d’approccio con la cittadinanza.
Ad esempio nell’ultima estensione della raccolta domiciliare, del 6 Aprile 2009, con circa
4 mesi di anticipo si è avviato il percorso per la selezione delle associazioni e la
formazione dei volontari. In questo caso l’estensione del servizio riguardava 6.448
abitanti per un totale di circa 2.000 utenze domestiche. Per la conformazione del territorio
(distribuzione delle famiglie nelle varie frazioni) e per la presenza delle associazioni si
sono stipulate 4 convenzioni con associazioni locali che mediamente si sono incaricate di
distribuire i kit dei bidoncini e dei sacchetti ed il materiale informativo a circa 500 utenze
domiciliari. Al termine del lavoro ad ogni associazione è stato dunque versato un
contributo medio di circa 3.000 euro che caso per caso hanno deciso come ripartirsi tra
quota per il volontario e quota per l’associazione.
L’azienda Ascit ha fornito alle associazioni tutto il materiale operativo (bidoncini e
sacchetti), il materiale informativo (librettino informativo, un foglio rigido in A3 con il
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 21
calendario dei ritiri ed un prestampato con l’elenco completo dei materiali da
differenziare o non riciclabili) e l’elenco completo delle utenze domestiche. Ricevendo il
materiale i cittadini dovevano firmare un modulo che poi l’associazione riconsegnava
all’Ascit. In genere la distribuzione alle famiglie viene effettuata nel tardo pomeriggio o
nel fine settimana.
Non c’è stata imposizione dall’altro ma una opera di aggregazione che ha fatto crescere
enormemente la sensibilità ambientale in tutto il comune. Il grande impegno politico
degli amministratori, l’eccezionale coinvolgimento cittadino, la mole di forze dispiegate
sul territorio per sensibilizzare e far conoscere questo importante progetto, sono stati
indubbiamente gli elementi centrali di questo successo.
CONCLUSIONI
Marco Revelli in uno dei suoi ultimi libri scrive che oggi serve un nuovo paradigma della
politica, che parte dall’abbandono dell’enfasi della potenza per ricostruire una politica
che parte da altre logiche, quelle della cooperazione, della relazione. La sinistra, sempre
secondo Revelli, non può fare a meno dell’utopia, di una tensione morale verso il
cambiamento che non passi necessariamente attraverso il potere, ma lo utilizzi come un
mezzo per il vero cambiamento della realtà.
E’ a partire dalla costruzione del cambiamento che possiamo costruire indispensabili
sinergie tra società civile, movimenti, associazioni per un impegno collettivo che
coinvolga (od imponga laddove ce n’è bisogno) anche la politica nella costruzione delle
buone pratiche e nella ricerca dell’utopia di una società più giusta e di un ambiente più
sano. Politica e ambiente sono beni comuni di tutti noi.
A Capannori abbiamo cercato di declinare l’utopia del fare e del cambiamento con quella
di una grande partecipazione collettiva che ridisegnasse le pratiche quotidiane collettive.
In parte ci siamo riusciti, la strada da fare è ancora molta ed anche grazie al’Associazione
dei Comuni Virtuosi possiamo arricchirla sempre più.
La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa
crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità Unire queste urgenze di
partecipazione all’urgenza di salvare il nostro ambiente dal degrado e dall’insostenibilità
è la prima missione di un buona amministrazione.
L’utopia non è infatti un mero sogno di pochi idealisti ma può essere declinata in
scelte quotidiane e di responsabilità che coinvolgono ed aggregano le comunità locali
nella costruzione di un migliore futuro possibile.
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 22
PREMI AL COMUNE DI CAPANNORI
Premio Toscana Ecoefficente 2005 Progetto GPP “La procedura per gli Acquisti verdi”
Premio Toscana Edoefficiente 2008 Progetto “ Punto di erogazione di latte vaccino dal
produttore al consumatore con utilizzo di bottiglie di vetro riciclabili e riusabili”
www.regione.toscana.it/premioecoefficiente
Premio Comuni Ricicloni 2006, 2007. 2008 e 2009
Premio Comuni Riutilizzatori 2008 Progetto “Riutilizzo dei toner e del materiale
elettrico” e 2009 “Acquisto materiale ricilato”
http://www.comuneriutilizzatore.it
Premio 2008 Comuni Virtuosi “Per aver adottato l’opzione zero rifiuti come strategia di
qui al 2020 e per le politiche messe in campo miranti alla riduzione alla fonte dei rifiuti
www.comunivirtuosi.org
Premio 2009 Ecoitech 2009 “ Primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia rifiuti
zero entro il 2020 con una serie di iniziative che vanno dalla raccolta 'porta a porta' alle
eco-sagre".
http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&task=view&id=680
Premio 2010 Un Bosco per Kyoto
http://www.accademiakronos.it/attivita/boscoperkyoto.html
ASSOCIAZIONI e CAMPAGNE A CUI ADERIAMO
Associazione dei Comuni Virtuosi www.comunivirtuosi.org
Associazione Agenda 21 Italia www.a21italy.it
Associazione AICA www.assaica.org
Patto dei Sindaci www.campagnaseeitalia.it/il-patto-dei-sindaci
Campagna Porta la Sporta www.portalasporta.it
M’illumino di meno http://milluminodimeno.blog.rai.it/2008/12/18/millumino-di-meno-
2009/
Settimana europea per la Riduzione dei rifiuti www.ecodallecitta.it/menorifiuti/
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 23
SCHEDE TECNICHE
TARIFFE Confronto tra tre comuni limitrofi (dati 2006)
Nucleo 3 persone - Comune di Viareggio
Situazione
T.I.A.
quota fissa quota
variabile
totale fissa totale
variabile
imponibile
annuo TIA
Civile
Abitazione
mq 100 1,668 104,807 166,8 104,807 271,607
nucleo 3
Nucleo 3 persone - Comune di
Lucca
Situazione
T.I.A.
quota fissa quota
variabile
totale fissa totale
variabile
imponibile
annuo TIA
Civile
Abitazione
mq 100 1,17 114,41 117 114,41 231,41
nucleo 3
Nucleo 3 persone - Comune di Capannori
Situazione
T.I.A.
quota fissa quota
variabile
totale fissa totale
variabile
imponibile
annuo TIA
Civile
Abitazione
mq 100 0,52 110,48 52 110,48 162,48
nucleo 3
Dati economici sul riciclo dei materiali
ORGANICO Costo di conferimento impianto di
Compostaggio: euro 100 ton. (da 79
nel 2007)
6.148 ton. Euro 614.800
POTATURE E SFALCI Costo conferimento: 41,00 895 ton Euro 43.855
MULTIMATERIALE Costo conferimento: 40 euro ton. (da
10 nel 2007)
3.180 ton. Euro 127.200
INGOMBRANTI costo conferimento: 120 euro ton (da
65 nel 2007)
353 ton Euro 42.360
ASSIMILATI Costo conferimento: 120 euro ton 830 ton Euro 99.600
Costo conferimento totale Euro 927.815
CARTA SELETTIVA Ricavo dalla raccolta ( euro 90,98
ton)
2.341 ton Euro 212.984
CARTA CONGIUNTA Ricavo dalla raccolta ( euro 21,80
ton)
3.118 ton Euro 67.972
5.459 ton Euro 280.956
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 24
Occorre sottolineare che per quanto riguarda la frazione organica è in previsione la
realizzazione di un impianto di compostaggio di qualità a Capannori. Questo porterà ad
un ulteriore abbattimento dei costi, anzi con la creazione di utili dalla produzione di
energia pulita.
COMPOSIZIONE RIFIUTI DA RACCOLTA DIFFERENZIATA (kg) 2009
FRAZIONE ORGANICA 6.148.518
CARTA E CARTONE 5.399.394
MULTIMATERIALE 3.180.251
SFALCI E POTATURE 895.425
LEGNO DI PROVENIENZA URBANA 776.299
METALLO DI PROVENIENZA
URBANA
347.626
RIFIUTI APPARECCHIATURE
ELETTRICHE
220.911
STRACCI E INDUMENTI DISMESSI 154.373
PLASTICA DA PROVENIENZA
URBANA
117.468
VETRO DI PROVENIENZA URBANA 26.174
OLII VEGETALI ESAURITI 21.545
PNEUMATICI DI PROVENIENZA
URBANA
15.573
BATTERIE DI PROVENIENZA
URBANA
12.625
MEDICINALI SCADUTI 4.680
PILE ALCALINE ESAURITE 3.480
TONER E CARTUCCE ESAURITE 2.141
TOT.RIFIUTI DA RACCOLTA
DIFFERENZIATA
17.326.483
% incidenza su totale 71,0%
RIFIUTI INDIFFERENZIATI 6.961.448
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 25
COMPOSIZIONE RIFIUTI INDIFFERENZIATI
Materiale organico da cucina 10,56%
Materiale organico da giardino 4,64%
Giornali (quotidiani e riviste); 2,54%
Cartone ondulato 0,63%
Cartone teso 1,37%
Imballaggi cellulosici poliaccoppiati 8,05%
Altra carta (non imballaggio e non giornali
e riviste)
1,89%
Imballaggi flessibili in alluminio 1,07%
Imballaggi rigidi in alluminio 0,11%
Imballaggi in acciaio 1,43%
Vetro 0,63%
Imballaggi flessibili in plastica 6,81%
Imballaggi rigidi in plastica (bottiglie e
flaconi)
1,96%
Imballaggi rigidi in plastica (non bottiglie e
flaconi)
3,23%
Imballaggi poliaccoppiati in plastica 7,45%
Altra plastica: sacchi neri 0,92%
Altra plastica: non imballo 9,98%
Imballaggi in legno 1,89%
Tessili e cuoio 16,52%
Materiali inerti 1,98%
Pannolini 13,95%
RUP 0,01%
Sottovaglio < 20mm 2,39%
TOTALE 100
Comune di Capannori – Assessorato all’Ambiente 26
Per contatti
Alessio Ciacci
Assessore del Comune di Capannori alle Politiche Ambientali, all’Attuazione del
Programma di Governo e alla Partecipazione
Piazza Aldo Moro, n 1 CAP 55012
Capannori , LUCCA
Mail a.ciacci@comune.capannori.lu.it
Tel 0583/428214
Cel 329 1718456
Azienda: ASCIT SpA servizi ambientali,
Azienda completamente pubblica dei comuni di Capannori, Porcari, Montecarlo,
Pescaglia, Villa Basilica ed Altopascio
Presidente Maurizio Gatti Direttore Roger Bizzarri

oggetto: RE: RE: RE: guardate capannori da: roberto
   02/12/2010 ore 14:24
  confermo capannori è una spettacolare realtà, ma piccola, la discarica che sarà fatta a figline non ospiterà la nettezza di 42.000 abitanti, ma di tutta la provincia di firenze.
comunque occorre senzaltro aumentare la differenziata come .... è da vedere e valutare

oggetto: RE: RE: RE: RE: guardate capannori da: Roberto G.
   03/12/2010 ore 00:34
  Volere e potere ,basta informare i cittadini x fare un realtà anche in una grande città. A capannori come altri comuni viene fatta perchè ci sono amministratori non legati ai partiti che decidono x il bene comune . Non x ingrassare amici imprenditori mafie e se stessi.
oggetto: ma quale errore? da: eolo
   30/11/2010 ore 10:00
  Ma quale errore? Danilo ha ragione! Rifondazione Comunista per Natale ci farà trovare sotto l'albero una bella discarica che inquinerà tutte le falde che danno da bere a figline!!!
oggetto: RE: ma quale errore? da: elisabetta
   30/11/2010 ore 19:46
  caro Eolo, sono proprio d'accordo con te, volevo solo fare una precisazione, il signor Sbarriti ha votato a favore della discarica contrariamente all'accordo elettorale che era stato fatto con l'allora Ulivo, ora PD(comunque tutti i consiglieri del PD hanno votato a favore della discarica tradendo l'accordo elettorale!!!)...speriamo che natale porti consiglio e tanta coerenza
oggetto: 25 dicembre da: elisabetta
   29/11/2010 ore 17:57
  Vorrei sapere se la data del 25 dicembre, per votare la variante urbanistica riguardante Le Borra è un errore o una strategia? Vorrei una risposta, grazie
oggetto: confronto da: roberto
   29/11/2010 ore 14:04
  sono felice che il confronto sia stato ben accolto, cercherò di organizzare il tutto, data intorno a fine gennaio.
se avete esperti da invitare fatemelo sapere, se non ne avete cercherò anche i contrari farò una cosa seria. invitando tutti i politici di tutti i colori, ma vedrete qualcuno non verrà...
roberto renzi

oggetto: Non dire a Dio quello che deve fare da: cluniacense
   29/11/2010 ore 10:18
  La supponenza e la sufficienza hanno diverse forme: quella arrogante di roberto g e quella più soft di patrizia. Pur con altro stile e savoir faire, essa perde di autorevolezza allorché ritiene che il confronto potrà avvenire "fra chi ritiene che l'aerosol proveniente dall'inceneritore non causerà malattie e chi invece ha passato un trentennio a studiare". È questa un'altra forma di arroganza: patrizia dice implicitamente che quelli che sono contrari all'inceneritore sono persone che hanno studiato, mentre gli altri evidentemente no. Poverini, tutti quegli ingegneri, biologi, chimici che progettano i termovalorizzatori (pardon, gli inceneritori) sono persone i cui studi non contano, non esistono, conta solo chi ha studiato trent'anni però è dell'idea opposta.
Un dibattito vero deve avvenire senza preconcetti, e senza una preventiva ridicolizzazione della controparte. Sono le regole della democrazia, quella vera, ma evidentemente si tratta di un concetto sconosciuto ai più. Il dibattito deve essere il più ampio possibile, e magari scopriremo che sul piatto della bilancia, come contraltare delle emissioni degli inceneritori (che potremmo veramente trasformare in termovalorizzatori) c'è l'abbattimento delle emissioni e del consumo degli oli combustibili che sarebbero serviti per generare quella stessa elettricità, dei derivati del petrolio che sarebbero stati impiegati per il riscaldamento. Insomma, il dibattito è aperto per tutti coloro che si vogliono lealmente mettere in gioco. Per favore però, lasciamo a casa la supponenza e l'arroganza.

oggetto: RE: Non dire a Dio quello che deve fare da: Roberto G.
   01/12/2010 ore 12:26
  Leggiti l'articolo poi se vuoi informarti ulteriormente su Google trovi anche dei video se non ti basta cercati il Prof.Belpomme dell'Universita di Parigi


Il diavolo brucia.
Dio crea, ricicla, trasforma:
infinitamente

DR. Ernesto Burgio

Dovrebbe essere ormai evidente a tutti che l’attuale fase della storia umana, quella coincidente con l’era dello sviluppo industriale e con l’utilizzo sempre più massiccio e irrazionale dei combustibili fossili (prima carbone, poi petrolio e gas), volge rapidamente e inesorabilmente al termine per due ragioni, strettamente interconnesse:
- l’imminente/immanente esaurimento delle risorse energetiche fossili, che l’uomo ha letteralmente dilapidato nel corso di questi due secoli
- gli effetti potenzialmente irreversibili che i processi di combustione, sempre più diffusi su tutto il pianeta, rischiano di avere sulla composizione dell’atmosfera, sul clima, sui cicli delle acque e del carbonio e sugli equilibri dei singoli ecosistemi e dell’intera biosfera.
Fra tutti gli impianti e sistemi ecodistruttivi inventati dall’uomo, gli “inceneritori di rifiuti” rappresentano il simbolo forse più perfetto (in senso negativo) di una “civiltà” dominata dalla Pulsione di Morte e di una specie vivente che, pur di estendere il proprio dominio, rischia di trasformare l’intero pianeta in una gigantesca camera a gas, in un immane forno crematorio.
E’ infatti difficile negare che gli inceneritori (il termine “termovalorizzatore” essendo frutto di un escamotage ipocrita e illegittimo, volto a convincere i cittadini circa un’inesistente resa energetica di questi impianti) sono essenzialmente grandi acceleratori antropici, che trasformano ogni giorno in cenere e gas:
- milioni di tonnellate di carta, cartone e legname che potrebbero essere utilizzate ancora a lungo e che sono il dono prezioso di boschi e foreste, cioè di quel polmone verde del pianeta, substrato e fucina della vita (biodiversità), che l’uomo sta distruggendo a ritmo frenetico e insostenibile;
- milioni di tonnellate di plastica e derivati, cioè di petrolio (si ricordi che un kg di PET equivale a due litri di petrolio): materiale organico che, formatosi attraverso milioni di anni di lento accumulo all’interno della crosta terrestre, siamo riusciti a consumare in pochi decenni;
- migliaia di tonnellate di metalli preziosi – alluminio, cromo, ferro, piombo, nichel – che potrebbero servire a costruire biciclette, navi, treni, ponti ed utensili vari.
Ma gli inceneritori non sono soltanto all’origine di un immenso, insensato spreco di materiali preziosi, sono anche tra gli impianti industriali più inutili, nocivi e rapidamente distruttivi nei confronti dei delicati meccanismi che regolano il clima e gli ecosistemi. L’effetto forse più temibile e meno noto di questi eco-mostri concerne proprio il loro impatto distruttivo sugli organismi e sull’intera biosfera, in quello che potremmo definire un immenso esperimento di bio-trasformazione a cielo aperto.
Perché i milioni di metri cubi di gas e ceneri volanti, che escono da quei camini e contaminano il mondo e i milioni di tonnellate di ceneri che si depositano alla base delle caldaie e devono essere “smaltiti” in immense discariche di rifiuti speciali e che, inevitabilmente finiscono con il percolare nelle falde idriche, avvelenando anche la catena alimentare, sono un vero e proprio concentrato di alcune tra le sostanze più tossiche che l’uomo sia mai riuscito a produrre: diossine, furani, policlorobifenili, idrocarburi policiclici e metalli pesanti, che - trasportati dalle particelle microscopiche prodotte dalla combustione – attraversano gli epiteli di rivestimento dei nostri apparati respiratorio e digerente, passano nel sangue e nella linfa, attraversano le barriere alveolare ed emato-cerebrale e penetrano nellle sofisticate membrane che proteggono le nostre cellule. In questo modo le nanoparticelle veicolano gli atomi di cromo, piombo, mercurio all’interno delle cellule che rappresentano la prima linea dei nostri sistemi di difesa.
Un dato epidemiologico estremamente allarmante di questi ultimi anni, è quello concernente il notevole aumento delle patologie neuro-degenerative croniche che funestano le nostre società.
Negli Usa le morti per morbo di Alzheimer sono aumentate negli ultimi 20 anni del 1200%, ed è evidente che soltanto una trasformazione ambientale può aver determinato una simile deriva epidemiologica.
L’ipotesi patogenetica oggi più accreditata riconosce all’origine di questa e di altre malattie neurodegenerative, proprio un accumulo, nel citoplasma cellulare, di proteine alterate.
Alcuni ricercatori hanno recentemente riportato dati terribili, provenienti dalle guerre high-tech, ideate ed attuate negli ultimi 15 anni dagli USA e dai loro alleati.
In queste guerre intere popolazioni inermi hanno subìto le conseguenze dei bombardamenti condotti con armi nuove e sofisticate, che solo tra alcuni decenni riveleranno pienamente tutti i loro effetti devastanti.
Pochi si sarebbero curati di questo lontano dramma, se migliaia di soldati occidentali non avessero manifestato, al ritorno dalle guerre nel Golfo e nei Balcani, sintomi e quadri patologici gravissimi, riconducibili all’esposizione alle sostanze chimiche e radioattive utilizzate e liberate nel corso dei bombardamenti.
L’interesse per questi lontani eventi, da parte di alcuni ricercatori che indagano sull’impatto ambientale e sanitario degli inceneritori, è dovuto al fatto che le molecole tossiche che si sono accumulate nei polmoni e nei cervelli, nel sangue e nello sperma dei soldati; che li hanno fatti ammalare di linfomi, leucemie, mielomi, epatocarcinomi e sarcomi; che hanno perfino causato l’insorgenza di carcinomi uterini nelle loro compagne e di malformazioni nei bambini da loro procreati negli anni successivi, sono praticamente le stesse prodotte dagli inceneritori. Questo non deve stupire, perché in entrambi i casi è proprio l’alta temperatura raggiunta nei processi di combustione a determinare, da un lato la liberazione di miliardi di atomi di cromo, nichel, mercurio, cadmio e di molecole di diossine, furani, idrocarburi policiclici; dall’altro la frammentazione della materia in nanoparticelle che, inalate fungono da navette per le sostanze killer.
In entrambi i casi le particelle, col loro carico mortale penetrano nelle cellule del sangue, infiammano organi e tessuti, sregolano gli stessi apparati di controllo sistemico e, in primis il sistema neuro-endocrino.
Alcune di queste sostanze, come le diossine (di cui gli inceneritori sono oggi la fonte principale), agiscono da endocrine disruptors, con meccanismi veramente diabolici, che permettono loro di ingannare i recettori delle cellule bersaglio o di mimare (agendo direttamente o indirettamente sul DNA o sui meccanismi di trascrizione ed espressione genica) l’azione delle molecole che innescano o modulano la produzione di ormoni, citochine, chemochine. Dovrebbe essere ormai noto a tutti che esistono strategie semplici e collaudate che permettono di organizzare una corretta filiera di trattamento dei materiali post consumo (in effetti il termine “rifiuti” dovrebbe essere utilizzato solo per gli scarti e via, via abolito), fondata sulla riduzione e razionalizzazione della produzione, sul recupero, riciclaggio e riuso di vetro, carta, legname e metalli; sul corretto trattamento dell’organico; sul processamento a freddo dell’eventuale residuo, e che non mancano le norme comunitarie e nazionali, che almeno sulla carta, incentivano questo vero e proprio circuito virtuoso..
Eppure è un dato di fatto che in Italia, da alcuni anni, assistiamo ad una vera e propria corsa alla costruzione di nuovi impianti. Un mistero che, in effetti, non è poi così difficile svelare.
Basta infatti ricordare che in Italia è attualmente in vigore una Legge, unica in Europa e in palese contrasto con le direttive europee, che consente allo Stato di sovvenzionare fortemente la produzione di energia attraverso l’incenerimento dei rifiuti, che essendo alquanto costosa, se non fosse incentivata con danaro pubblico, non avrebbe mercato. Grazie a questa Legge i gestori di inceneritori e i gruppi industriali come Moratti, Garrone, Falck che li costruiscono, possono fare grandi profitti, scaricando gli enormi costi di impianti assolutamente antieconomici, sulla collettività.
Il trucco è semplice e scellerato: gli ingenti fondi che dovrebbero esser destinati per legge alle energie rinnovabili (pagati direttamente dai contribuenti con la bolletta Enel alla voce A3) vengono letteralmente stornati nelle tasche dei gestori, che ricevono circa 40 euro per ogni tonnellata di rifiuti inceneriti, più altri sussidi; alla faccia della nostra salute e del protocollo di Kyoto!

Ernesto Burgio

Chi è Ernesto Burgio
Sono nato a Palermo il 27 Marzo 1953. Ho studiato medicina a Pavia dove mi sono laureato (1977) e poi specializzato in Pediatria e Puericultura a Firenze (1980). Ho operato come pediatra missionario in alcuni paesi africani (Somalia, Repubblica Centroafricana, Costa d’Avorio) e in Romania. Negli ultimi anni mi sono occupato di ecologia (sviluppo sostenibile) e di bioetica, con particolare riferimento al tema delle nuove biotecnologie genetiche. Vivo a Palermo dal 1997 dove ho fatto parte come consulente pediatra del Gruppo Sanità del Comune di Palermo (1998-2000); sono stato consulente medico dell’ARPA Sicila (2003-2004); dal 1999 collaboro con l’Ufficio Educazione e Promozione della Salute dell’A.O.V. Cervello per i progetti OMS (sono Coordinatore della Rete Health Promotig Schools e dell’area Prevenzione della Rete Health Promoting Hospitals in Sicilia); sono Coordinatore del Gruppo ISDE-Medici per l’Ambiente di Palermo; sono docente dell’Osservatorio Regionale per lo Sviluppo Ambientale (ORSA) e collaboratore stabile della Rivista Ecologist (ed. italiana).

oggetto: RE: Non dire a Dio quello che deve fare da: Roberto G.
   30/11/2010 ore 23:30
  Ben venga la discussione con persone che espongono le loro idee. Nella discussione avuta con Renzi tempo addietro ho fornito i link dove trovava i risultati di analisi delle ricerche fatte sull'emissioni dei termval. da quel momento si è interrotta la discussione .Ora siamo allo stesso punto in piu si aggiunge un semidio (xke'dio sta seduto alla Presidenza del Consiglio) che da di arroganti ma in tutta sta discussione non si espone a dire la sua , forse aspetta che altri facciano le scelte x poi poter dire la colpa vostra. Complimenti
oggetto: risposta a roberto g da: roberto
   27/11/2010 ore 17:11
  Solo una spiegazione sul voto dell'acquisto del terreno "le borra", il gruppo PDL uscì dall'aula per rafforzare il voto contrario, cosa perartro spiegata alcuni giorni prima su valdarno channel,siamo usciti perchè riteniamo un inutile sperpero di denaro acquistare quell'area, poichè in casi di emergenza il prefetto può aprire la discarica e farci pervenire di tutto, essere proprietari dell'area non cisalva dai rifiuti che il sindaco non vorrebbe, potevamo risparmiarli 800.000 euro.
Napoli hai detto bene il centrodestra ci sta lavorando da poco su quel area, le discariche e i termovalorizzatori necessitano di anni per entrare in funzione. Ma a titolo personale farei il mea culpa perchè ci siamo fidati di amministratori locali di diverso colore estremamente incapaci. Consentimi un plauso solo al sindaco di salerno (che non è del mio colore) che è riuscito a fare la raccolta differenziata al 65% in una grande città. Ma anche lui ha delle colpe da due anni aveva lo stanziamento governativo per fare il termovalorizzatore ed ad oggi è partito solo la gara, perchè è intervenuto il governo.
Siamo in accordo sulla parte turistica, personalmente ho dei forti dubbi anche sul eolico, si parla del minieolico... che ti devo dire non mi convince.

Abbiamo due opinioni rispettabili sui termovalorizzatori, ma se vuoi possiamo organizzare un dibattito con esperti....parliamone il confronto è importante.



oggetto: RE: risposta a roberto g da: cluniacense
   01/12/2010 ore 00:07
  A mio giudizio arrogante è chi:
1) pensa di essere l'unico depositario di valori universalmente validi, mentre gli altri sono "a caccia di poltrone"
2) pensa che le persone che hanno idee contrarie alle sue siano inevitabilmente "quelli che abboccano alla propaganda", invece che, semplicemente, persone con idee diverse con le quali confrontarsi
3) pensa di sé che chi segue la propria idea è uno che ha studiato trent'anni, mentre implicitamente gli altri sono poveri incolti,
4) pensa che una persona con la quale si può non essere d'accordo, ma che comunque è stata eletta democraticamente, come il Presidente del Consiglio, possa essere messa in ridicolo, mettendo alla berlina contemporaneamente la Divinità.
5) pensa che chi esprime con civiltà pareri contrari ai propri sia uno che fa disinformazione.

Tutti coloro che non hanno fatto le affermazioni contenute nei precedenti punti, ma che tuttavia hanno creduto riconoscersi nell'attributo di arrogante, hanno le mie scuse. Gli altri (ripeto, a mio giudizio) sono semplicemente arroganti.

P.S. per quanto riguarda l'esprimere un proprio parere, credo che il mio sia palese: sono contrario ad una discarica posta in una zona geologicamente critica come quella delle Borra; non sono né pro né contro la costruzione di termovalorizzatori; vorrei saperne di più, ma sulla base di valutazioni tecniche e non fideistiche. Da questo punto di vista devo dire che non basta avere un "link dove trovare risultati" per avere risposte certe: su internet si trova tutto ed il contrario di tutto, e un semplice link non è certo la base per intavolare un confronto costruttivo. Se il consigliere Renzi, dopo aver letto i link, invece di fidarsene ciecamente, ha deciso di proporre un dibattito fra tecnici ed esperti ha tutta la mia stima.

oggetto: RE: RE: risposta a roberto g da: Roberto G.
   01/12/2010 ore 03:20
  Sempre che abbia letto i link !!
oggetto: RE: RE: risposta a roberto g da: Roberto G.
   01/12/2010 ore 01:12
  Non ci sarebbe discussione senza idee e pareri diversi . Ora nella tua lista hai inserito anche il Roberto consigliere visto che afferma che i rifiuti zero sono una bestemmia ,dicendo questo la discussione doveva finire l'unico depositario della verità è lui. Per il pres.del cons. penso abbia già messo alla berlina tutta l'Italia e anche i Santi, ma è una mia opinione .Le informazioni a cui si riferiva Patrizia sono frutto di partecipazioni a dibattiti con persone del mondo scentifico non chiacchere . L' informazioni che sia la Dx che la Sx non ti danno la devi cercare .
oggetto: Il diavolo brucia, Dio ricicla, trasforma infinitamente da: Patrizia
   28/11/2010 ore 23:28
  Ben venga finalmente un sano confronto fra esperti nel settore sanitario fra chi ritiene che l'aerosol proveniente dall'inceneritore non causerà malattie e chi invece ha passato un trentennio a studiare gli effetti sulla salute della popolazione che abita vicino ad inceneritori e discariche.
Gli inceneritori o volendo utilizzare il termine più elegante di termovalorizzatori trasformano ogni giorno in cenere e gas milioni di tonnellate di:
- carta e cartone che potrebbero essere utilizzati ancora a lungo e sono il dono prezioso di boschi;
- plastica e derivati provenienti dalla lavorazione del petrolio (1 Kg di PET equivale a 2 litri di petrolio e ci sono voluti milioni di anni affinchè questo si accumulasse all'interno della crosta terrestre;
-metalli preziosi come alluminio, cromo, ferro, piombo etc.riutilizzabili per costruire biciclette, navi, treni e perchè no, la passerella sul ponte del Matassino;
I termovalorizzatori sono all'origine di un immenso ed insensato spreco di materiali preziosi.
Ma l'aspetto ancora più inquietante riguarda l'impatto distruttivo sugli organismi e sull'intera biosfera. Milioni di metri di ceneri devono essere smaltite in discariche che inevitabilmente finiscono per percolare nelle falde idriche, avvelenando la catena alimentare.
E sono fra le sostanze più tossiche per l'uomo: diossine, furani policlorobifenili, metalli pesanti etc. che trasportati da particelle microscopiche attraversano gli epiteli di rivestimento degli apparati respiratorio e digerente, passano nel sangue e nella linfa.
L'esposizione continua del nostro DNA ad un inquinamento sempre più capillare ed in particolare a metalli pesanti crea le premesse alle mutazioni genetiche che danno luogo poi a tumori. E che questi siano in aumento, soprattutto in età infantile, è un dato sotto gli occhi di tutti. Questi aumentano esponenzialmente in zone ove sono maggiori gli elementi di inquinamento ed i termovalorizzatori sono una fonte inequivocabile di inquinamento.
Non ha pertanto alcun senso bruciare milioni di tonnellate di materiali preziosi, riciclabili e riutilizzabili per bruciare ed immettere sostanze cancerogene.
Concludo con le parole del Prof. Tomatis, oncologo e direttore scientifico dell'IARC e membro dell'ISDE, « Difficilmente le nuove generazioni ci perdoneranno per questo suicidio ambientale.

oggetto: Parco turistico "Le Borra" da: Patrizia
   28/11/2010 ore 22:57
  Al Sig. Sbarriti rispondo che la contraddizione emergente nella sua esposizione riguarda la sua affermazione "Il 25 Dicembre prossimo andremo a votare la variante urbanistica che per "Le Borra" definisce l'area da sfruttare per attività a carattere turistico-ricettivo, per attività legate al riciclaggio e impèianti di energia rinnovabile, oltre logicamnete a prevedere eventuali e ripeto eventuali localizzazioni per residui da inceneritore come indicato da Programma Provinciale e programma ATO".
Mi dispiace ripetermi, ma come si fa a prevedere in un'area attività contrapposte, nettamente in contrasto fra di loro e soprattutto conferire ceneri pericolose provenienti da termovalorizzatore in una zona geologicamente inidonea e senza una Valutazione di Impatto Ambientale. Mi associo a quanto esposto da Samuele e Roberto. Ma ce lo immaginiamo un campeggio con bar a seguito, sotto le pale eoliche, (spero a questo punto che le tende siano piantate bene) con vista sul parco fotovoltaico, mentre passano i camion per conferire in discarica le ceneri? Spero che verranno applicati prezzi molto vantaggiosi agli ignari turisti.
Durante il Consiglio Comunale del 25 dicembre (a proposito siamo sicuri che a Natale sarà convocato tale organismo?) si parlerà di eventuale localizzazione per conferimento di ceneri provenienti dall'inceneritore della Rufina(che in politichese significa offrire il fianco per il progetto di ATO e Provincia, che poi è la progettazione iniziale).
La lettura degli eventi sembra essere molto diversa da quella che ci presenta il PD ed affiliati al seguito. Riassumendo:
1 -Le Borra viene individuata come discarica, di rifiuti non pericolosi, senza che vi sia una Valutazione di Impatto Ambientale;
2- Si prevede in questa area il conferimento di ceneri provenienti dall'inceneritore della Rufina. I rifiuti diventano pericolosi. Intanto il TAR blocca l'inceneritore della Rufina per ben 14 motivi fra cui aperta violazione di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, poichè gli amministratori avevano anticipato l'esito.
3- Il terreno delle Borra è permeabile, con presenza di faglia ed una frana in corso.
Intanto per coprire i reali intenti, e cioè fare una discarica per rifiuti pericolosi nel silenzio assordante della mancanza di informazione corretta e capillare (peccato che si è messo di mezzo il gruppo di Figline in Movimento con i loro geologi ed utopici pensatori) ci si inventa, dopo ben due anni dall'acquisto del terreno, anche altre e diverse destinazioni d'uso, più verdi, più popolari, soprattutto in campagna elettorale, ma che non spostano di una virgola i disegni iniziali.

oggetto: senza parole da: Roberto G.
   27/11/2010 ore 10:27
  Si avvicinano le elezioni comunali a Figline e per incanto tutti i nostri consiglieri comunali e partiti cominciano screditare chi è della fazione opposta o chi non la pensa come loro e proclama quanto sono stati bravi è virtuosi in questi 5 anni. Andiamo a vedere di cosa stiamo parlando, la discarica a Le Borra, un progetto che parte nel lontano 1990 ma ormai molto attuale visti i problemi dell' Italia con i rifiuti.
Nel 2008, il Consiglio Comunale di Figline Valdarno del 28 novembre, con delibera n.165
avente come oggetto l’acquisto dell’area denominata “Case Le Borra”, presenta una
variazione di bilancio per l’acquisto del terreno di Le Borra. Non sappiamo se questa variazione di bilancio è stata approvata in quanto il documento non è disponibile on-line. Ma non è un problema, sono andato a prendere una copia in Comune, da questo risulta che il PDL è uscito dall’aula al momento delle votazioni (come anche l’UDC che prima ha rilasciato dichiarazione di essere contrario all’acquisto) e che RC con il consigliere Sbarriti ha votato a favore. Devo dire che come opposizione siete coerenti solo a parole perché il voto contrario è stato solo della signora Mugnai .
Ora veniamo a oggi. Ho già discusso con il Consigliere comunale Renzi del PDL qualche settimana addietro e sono contrario alla discarica come al termovalorizzatore (inceneritore), avendo visto come il PDL ha gestito i rifiuti di Napoli in “10 giorni” e come in molto meno tempo ha defenestrato il Sindaco Cenname “colpevole” del fatto che la raccolta dei rifiuti a Camigliano da anni viene effettuata correttamente, in modo efficace ed efficiente, con costi bassi, ed ha funzionato anche durante l’emergenza del 2007 e 2008. Il piccolo centro caleno ha livelli di raccolta differenziata che si attestano su percentuali intorno al 65%. Per il tasso di vivibilità alto, Camigliano rientra tra i comuni italiani a “cinque a 5 stelle”. Poi abbiamo anche il Comune di Capannoni che con l’assessore Ciacci sta portando verso i rifiuti 0 il territorio con sconti sulla bolletta per i cittadini e una vivibilità migliore.
Il comitato contro la discarica di cui faccio parte ha altri valori. Che i partiti di cui fate parte non considera neanche. Il primo ideale è la conquista delle poltrone da dove potrete fare disinformazione, vendervi come salvatori del comune e fare discariche e inceneritori come il PD , fregandovene del territorio della salute dei cittadini tanto la colpa è di chi ha governato prima di voi anche se il programma del PDL è uguale a quello del PD per la gestione dei rifiuti. Quella che fate, con questi comunicati, è solo campagna elettorale. Non sapete neanche di cosa parlate quando dite che i termovalorizzatori sono produttori di energia (si ma mortale ).
Per quanto riguarda il consigliere Sbarriti, riprendendo la sua frase “Forse non segue quanto faccio o se lo segue non lo capisce” effettivamente pur seguendo cio’ che fa non si capisce cosa vuole ottenere. Ad esempio l’idea di utilizzare Le Borra come attività turistico-ricettivo / localizzazioni di residui da inceneritore / impianti di energie rinnovabili e tutto cio’ contemporaneamente??? Cosa facciamo? Deleghiamo ai turisti lo smaltimento delle ceneri? Ci facciamo una bella spiaggetta con ombrelloni fotovoltaici? Mi sembrano cose da pazzi….

vedo altri commenti pro termo valorizzatori forse sono persone che abboccano alla propaganda dei partiti si informino sui vantaggi per la salute e l'ambiente prima di commentare guarda che nel pozzo non ci sia la cenere del termval....

oggetto: chi propone e chi fa il pavone da: cluniacense
   27/11/2010 ore 17:42
  ...Ecco che spunta un altro Roberto, ma quanta differenza! il Roberto Consigliere porta avanti le sue idee, alcune condivisibili, altre meno, ma si mette in discussione, accetta dibattiti e contraddittorio; spiega qual è il senso dell'abbandono dell'aula (cioè una protesta più forte ancora del voto contrario). L'altro roberto, per esser senza parole, ne dice anche troppe: parla di conquista delle poltrone e di campagna strumentale in occasione delle elezioni, ma si contraddice clamorosamente quando nota invece che, lontano dalle elezioni, i consiglieri di opposizione hanno manifestato apertamente contro la discarica: o che, un comportamento così coerente è da criticare adesso che ci sono le elezioni??? Che dire poi della Staliniano-fideistica convinzione di essere da solo nella parte del giusto, e che tutti i commenti delle altre persone contrari ai suoi sono fatti da quelli che, poverini, non capiscono niente e abboccano alla propaganda? Se questi sono i comitati, c'è solo da sperare che i cittadini in futuro siano meglio rappresentati che non da chi si crede, solo lui, depositario dell'unica verità, così fanaticamente difesa da non essere nemmeno posta in discussione nel dibattito civile proposto dal Roberto consigliere...
oggetto: rifiuto zero da: roberto
   26/11/2010 ore 15:42
  Il rifiuto zero è una bestemmia, è utopia, neanche i contenitori per il compostaggio sono frutto del riciclaggio locale. Mi spiace ma anche se non vi piace l'unico sistema per diminuire i rifiuti sono i termovalorizzatori. Parlare tanto per non fare niente finisce solo per farci gettare tutto nelle discariche, e se non diminuiamo la quantità di rifiuto dovranno esserne aperte di nuove. Benvenga il riciclaggio ma dobbiamo impostare un piano che preveda anche i termovalorizzatori, le città di vienna e parigi ne ospitano uno in pieno centro, ove nessuno ha la cadaia perchè acquistano calore riciclato dai rifiuti, e lo stesso vale per l'energia elettrica, noi dobbiamo metterli a km per nasconderli.
Dobbiamo solo confrontarci per generare piani seri e fare tutti la propria parte altrimenti resteranno solo parole sterili e la confusa necessità di cercare nuovi siti per fare delle discariche, costringendo comuni a ospitare l'inefficenza dei piani provinciali, a proposito noi siamo uno di quei comuni.
Se volete possiamo convocare il presidente di aer per comunicarci che fine fanno le fatiche del nostro riciclaggio, avrete delle brutte sorprese quando sarete a conoscenza che molto finisce in discarica.
per rispondere a samuele voglio fargli conoscere che non è vero quanto sostiene, noi del pdl non ci interessiamo solo ora della vicenda abbiamo richiesto ed ottenuto nel lontano 2007 un consiglio comunale aperto sulla materia, e personalmente avuto due incontri pubblici presso l'arci di gaville. nel 2007 non c'erano elezioni perchè come ti sarà noto si vota nel 2011 a figline.

oggetto: il pozzo, la luna e i... falò da: cluniacense
   26/11/2010 ore 17:05
  L'argomento discarica appassiona... ognuno porta il suo punto di vista, ma sembra che la maggior parte veda solo il proprio percorso. Attenti, perché se si guarda solo alla propria idea più o meno utopica, si fa come quel filosofo che per guardare la luna cadde nel pozzo. E se ci si distacca dalle reali esigenze dei cittadini, rischiamo di arrivare a paradossi come quelli di eolo, giustamente scettico (a proposito, se la carta riciclata è buona, non rovina le stampanti!). Dell'intervento di eolo (forse un po' sopra le righe, ma lo capisco) voglio salvare un principio: quello che bisogni governare i processi, e non farsene succubi; che bisogni diversificare lo smaltimento dei rifiuti, così come si devono diversificare le fonti di energia. E non mi sembra che tutti i presenti rifiutino questa visione; Roberto parla giustamente di valorizzare il riciclaggio ma di non escludere l'incenerimento: questo vuol dire governare il processo. Ma chi guarda ad un'unica soluzione (SOLO il riciclaggio, SOLO i rifiuti zero, SOLO il porta a porta...) prima o poi lo ritroviamo nel pozzo...
oggetto: Loro se non li bruciano non son contenti... da: Samuele
   26/11/2010 ore 00:35
  Meglio dell'ultima volta: i PDLlini hanno fatto i compiti a casa e in materia di rifiuti si sono un po' aggiornati arrivando addirittura fino agli anni novanta! Risale più o meno a quel periodo la strategia delle 4R (riduzione riutilizzo riciclo recupero), citata nel comunicato. Un passo in aventi, ma non si sono però applicati abbastanza, perché rimangono comunque fermi al secolo scorso (ignorando le più moderne e più vantaggiose strategie a RIFIUTI ZERO)e cascano in fallo nel proporre un abbinamento con la termovalorizzazione (incenerimento in politichese). Vi devo dare una triste notizia: le due strategie non sono compatibili, o l'una o l'altra. Chi incenerisce guadagna soldi nel bruciare più roba possibile e le 4R lo danneggerebbero.
DOMANDA: Quali tra queste due strategie vogliono davvero perseguire nel PDL? E quale serve solo per buttare fumo negli occhi agli elettori?
RISPOSTA: recentemente PDL e LEGA nazionali hanno commissariato un comune virtuoso che riciclava troppo e non mandava abbastanza rifiuti all'inceneritore locale.

PDL, UN IMPEGNO CONCRETO: PIU' INCENERITORI PER TUTTI!!!

oggetto: tutte chiacchiere e distintivo da: eolo
   26/11/2010 ore 15:42
  Veramente si vede come tutti voi che chiacchierate qui non avete una reale coscenza dei problemi dei cittadini. Lei Signor Danilo, che fà parte attiva di quell'amministrazione che vuole la discarica ad ogni costo, parla di raccolta porta a porta. Ebbene, io ho un piccolo esercizio nella zona sud di Figline, in quei fondi che due anni fà vennero allagati anche a causa dell'inadeguatezza della Sua amministrazione che non aveva vuotato le fogne. Qui nessuno viene alla mia porta, quando mi arrivano i fornitori, per portarmi via gli imballi: me li devo caricare sul groppone e portarli al centro di smaltimento che è lontano una cifra!. Parlate di riciclaggio, ma poi non fate nulla per incentivarlo: i prodotti in plastica riciclata praticamente non hanno mercato perché costano il doppio, i fogli di carta riciclata rovinano le stampanti (così mi ha detto il tecnico che mi ha dovuto sostituire una testina, prezzo 120 euro). Nessuno vuole investire per fare prodotti riciclati migliori e allora si scarica tutto sui cittadini. Voialtri, Signora Patrizia e Signor Samuele, la buttate in politichese, sul comune sciolto perché riciclava e sui rifiuti zero. Ma fatemi il piacere! I rifiuti zero se mai si faranno, sarà fra anni e anni. E nel frattempo che si fà? Ci vogliono discariche sicure, in aree adeguate, lontano dalle falde e dai pozzi, e ci vogliono inceneritori validi, per abbattere i rischi che tanto vi preoccupano. O che all'estero, dove si mandano i rifiuti e li trasformano in energia, e li pagano anche, sono tutti grulli? Mi sa che i grulli siamo noi che stiamo a gingillarci coi problemi veri. Poi ci vuole certo anche il riciclaggio, e la pianificazione verso i rifiuti zero, ma ci vuole anche una linea politica che li favorisca, senza escludere gli inceneritori, e che non si lasci invece trasportare dalle diatribe fra chi vuole incenerire e chi vuole riciclare. Un politico serio saprebbe governare questo processo, ma qui non ne vedo: avete solo una paura matta delle lotte economiche fra gl'inceneroni e i ricicloni: Vedo solo, come in quel film di qualche anno fà, "tutte chiacchiere e distintivo"
oggetto: RIFIUTI ZERO da: Danilo
   26/11/2010 ore 08:55
  Signora Patrizia, non noto le contraddizione che lei indica nel mio ragionamento e non capisco perchè cerca di sminuire le mie azioni. Io ho tentato di intraprendere un percorso che indica Simone : Azioni per la strategia RIFIUTI ZERO, vado ogni mese a Capannori e combatto per portare quelle progettazioni a Figline. Concordo signora Patrizia nella necessità di un Valutazione di Impatto Ambientale e ho ben presente le relazioni di Simone Tommassini, le faccio una domanda, lei crede che l'acquisto di "Le Borra" da parte del Comunale sia un errore?
Il Comune Commissariato è quello di Camigliano e il Sindaco rimosso è il mio carissimo e coraggioso amico Vincenzo Cenname che nei prossimi mesi verrà anche a Figline ad un convegno che stò iniziando ad organizzare sull'argomento RIFIUTI ZERO. Se vi interessa Simone e Patrizia venite a trovarmi che ne parliamo. Grazie Danilo.


oggetto: discarica Le Borra, rifiuti e salute da: Patrizia
   26/11/2010 ore 00:38
  Nell'esposizione del sig. Sbarriti rilevo alcune contraddizioni. Nella Del. 165 del 28.11.2008 il Comune di Figline, (il Consigliere Sbarriti favorevole) acquista un'area denominata "Le Borra"
individuata precedentemente dal Piano Industriale Rifiuti come sito per impianto di discarica per "rifiuti non pericolosi". Peccato che in tale discarica, come apprendiamo dal Supplemento del BURT 42 del 17.10.2007, (quindi un anno prima) si prevede la destinazione di rifiuti derivanti da scorie da trattamento termico" ovvero le ceneri provenienti dal termovalorizzatore della Rufina, rifiuti pertanto pericolosi contenenti metalli pesanti, che inevitabilmente finiscono con il percolare nelle falde idriche, avvelenando anche la catena alimentare.
Tutto questo progetto senza che vi sia stata una Valutazione di Impatto Ambientale.
Vorrei sapere dal Sig. Sbarriti, visto che, a suo dire, si è fatto promotore di alcune iniziative "verdi" come può accettare di conferire in un'area, ove sono presenti frane, il terreno è sabbioso e permeabile, ceneri pericolose?
Ben vengano la raccolta porta a porta e le fontanelle per ridurre la plastica e gli accordi con gli esercizi commerciali per ridurre i materiali di scarto e inutili contenitori, (anche se mi sembra con notevole ritardo rispetto ad altre realtà). Evitiamo comunque che divengano forme teatrali per coprire altre scelte scellerate come termovalorizzatori e discariche inidonee.



oggetto: ho ho da: cluniacense
   26/11/2010 ore 00:35
  ho ho... il dibattito si accende! Evidentemente la ragione non sta tutta da una parte. Ma allora vorrei porre al signor sbarriti una domanda: perché non presenta una mozione per abolire la discarica delle borra?
oggetto: discarica Le Borra da: elisabetta
   25/11/2010 ore 10:21
  Ancora una volta vedo che in materia "rifiuti" c'è tanta informazione da fare. Per contribuire a fare chiarezza ai rappresentanti del PDL che sostengono " forme di smaltimento dei rifiuti che prevedano l’utilizzo degli stessi come combustibile o come altro mezzo per produrre energia.", questo procedimento si chiama incenerimento e produce a sua volta residui che sono classificati come “rifiuti pericolosi”. I rifiuti e più che mai quelli dell’inceneritore sono incompatibili con una discarica classificata per rifiuti non pericolosi e con un sito soggetto a vincolo idrogeologico.
oggetto: non hanno veramente pudore da: eolo
   23/11/2010 ore 09:22
  Questa è davvero grossa... finalmente si comincia a capire! Dal comunicato del PDL si capisce come la Regione, con Rifondazione in maggioranza, da dieci anni imponga la discarica a Figline; dal comunicato dell'UDC si vede poi come Rifondazione, anche in consiglio comunale a Figline, abbia sostenuto la discarica. Ora, come nota Roberto, Rifondazione silura Sbarriti, che ha avuto la colpa di essere troppo fedele alle direttive regionali di cui sopra, perché alle prossime elezioni gli fa comodo di vestire i panni ecologisti del No Alla Discarica, con la foglia di fico di Figline in movimento. Ma voi vi fidate veramente di questi signori? Non è che quando rientrano in consiglio comunale ricambiano faccia e rivotano a favore della discarica?
oggetto: Ecologismo di facciata da: Samuele
   26/11/2010 ore 11:51
  Ciao Eolo (ma è il tuo vero nome?), questa volta concordo con te: Danilo ecologista è credibile come Pacciani pedagogista (mi si passi la battuta). Non giudico le sue dichiarazioni di intenti ma i fatti: in passato è sempre stato favorevole o quantomeno accondiscendente alla discarica Le Borra, con le parole e con i fatti (Patrizia per esempio giustamente sottolinea i suoi voti a favore in consiglio).
Avvicinandosi le elezioni ovviamente cerca di confondere le acque (così come fanno nel PDL), proponendo una girandola di ipotesi "verdi" col chiaro intento di accattivarsi una certa parte di elettorato. Le idee proposte sono molto confuse (ma quante cose ci volete infilare dentro le Borra???), talvolta ingenue, talvolta stravaganti.
Quando ho letto dell'area ricettiva-turistica (un campeggio presumo) da realizzare nei pressi della discarica mi sono messo a ridere. Poi ho preso a testate il muro. Tende piantate sulla spazzatura, sotto una distesa di pannelli fotovoltaici...
A proposito di pannelli: io sono favorevolissimo alla loro diffusione ma proporre di disboscare le Borra per fare un mega impianto fotovoltaico significa cavalcare l'onda di entusiasmo sviluppatasi attorno alle energie rinnovabili senza averne capito la filosofia e le potenzialità: il concetto di un mega impianto è un concetto arcaico dell'era del petrolio, il vero potere del solare è che non occorre fare una megacentrale da 1000 kilowatt (costoso, impattante, necessita infrastrutture e sorveglianza) ma conviene fare 100 installazioni da 10 kilowatt (tappezzando per esempio i tetti degli edifici pubblici o incentivando i privati). Una sorta di democrazia energetica...
Ottima l'eliminazione dell'acqua in bottiglia. Invito ad andare più a fondo installando fontanelle e sensibilizzando la cittadinanza. E ovviamente a non fare la discarica: altrimenti come dimostrato dai geologi di Figline in Movimento, avvelenerebbe l'acqua del rubinetto su cui si sta puntando.
Sul porta a porta sfatiamo un mito: DEVE essere fatto perché è l'unico modo di raggiungere la quota percentuale di differenziata imposta dalla comunità europea. Per un consigliere realizzarlo è un dovere e non un merito aggiuntivo.
Riassumendo, anche a sinistra come a destra si inizia ad interessarsi a certe tematiche ma lo si fa in modo molto confuso. Da un lato ciò è incoraggiante, dall'altro pone il problema sollevato da Eolo: fino ad oggi hanno fatto una cosa, adesso dichiarano di volerne fare altre, niente ci assicura che una volta eletti non ritornino sulle vecchie idee: valutiamo solo i fatti, ed i fatti non depongono a loro favore.
Per come la vedo io, l'unica speranza sono i ragazzi di Figline in Movimento: frequentandoli ho appurato che non prendono ordini da organi di partito, credono veramente in quello che dicono (senza contraddirsi) e si sono debitamente informati e aggiornati sugli ultimi sviluppi tecnologici relativi alle tematiche trattate in questa discussione.

oggetto: Le tue certezze Eolo da: Danilo
   25/11/2010 ore 15:07
  Non capisco signor o signora eolo il perchè mi definisce a favore della discarica. Forse non segue quanto faccio o se lo segue non lo capisce. Fino al 2007 l'area denominata "Le Borra" di proprietà di Enel S.p.A. era destinata da piano provinciale a discarica "tali e quali", ovvero predisposta per una operazione "Podere-Rota Valdarno Fiorentino", nel piano Provinciale sui rifiuti e nel piano ATO dal 2008 è stato formalizzato che "Le Borra" non nella sua totalità ma per una zona ben definita e delineata è indicata come possibile e ripero possibile stivaggio di residui da inceneritore nell'eventuale e ripeto eventuale raddoppio dell' impianto di SelvaPiana (Rufina) come teminale del ciclo di rifiuti da incenerimento.
Fino a quel moento niente.
Il Comune di Figline Valdarno ha acquistato da Enel l'intera area denominata "Le Borra" mettendo come vincolo decisionale della sua destinazione d'uso l'Amministrazione Comunale.
Il 25 Dicembre prossimo andremo a votare la variante urbanistica che per "Le Borra" definiscie l'area da sfruttare per attività a carattere turistico-ricettivo, per attività legate al riciclaggio e impèianti di energia rinnovabile, oltre logicamnete a prevedere eventuali e ripeto eventuali localizzazioni per residui da inceneritore come indicato da Programma Provinciale e programma ATO.
Personalmente sull' argomento rifiuti ho proposto e fatto votare in consiglio Comunale : 1) L'eliminazione dell'acqua in bottiglia dalle mense scolastiche - progetto già esecutivo.
2) "Porta a Porta" a Matassino - progetto già operativo che ha portato Figline al 53% di RD
3) Abbattimento di rifiuti alla fonte - vincolando la Unicoop per la creazione del nuovo magazzino
4) Coinvolgimento delle attività recettivo turistiche per aumentare la R.D. - Progetto che partirà da gennaio 2010
Inoltre se viene in Consiglio Comunale il 29 Novembre , verrà votata uan mia Mozione per allargare il "Porta a Porta" ad altre zone di Figline. Non mi vestirò di panni ecologisti, stò già facendo il mio dovere anche nel suo Interesse.
Grazie
Danilo Sbarriti

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