Comunicato stampa del 5 aprile 2012 "Smentisco seccamente che la posizione del mio partito a tutti i livelli sia a favore delle coppie gay e se i nostri elettori si devono preoccupare figuriamoci i poveri padani che si trovano davanti la nemesi leghista. Ieri agitatori di cappi; oggi al centro di un ciclone giudiziario. Sono da sempre un garantista e francamente non ho piacere nei guai leghisti, anzi me ne dispiaccio, ma l'uscita della Trambusti e' quantomeno improvvida.
L'odg incriminato non esprime la posizione politica del gruppo ma l'idea strettamente personale di un consigliere che come da statuto non posso sopprimere anche se credo sia solo frutto di un fraintendimento lessicale e non dispero che venga ritirata o riformulata prima del prossimo consiglio. In caso contrario, rassicuro i nostri elettori ed anche tutti gli alleati o presunti tali che voteremo contro. Un abbraccio"
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11/04/2012 ore 18:07 Buongiorno Dott. Laici,
ottima la scelta della foto. Vi si vede un uomo sereno, sorridente, con la cravatta allentata come si conviene a chi lavora. Bella anche la location.
Una immagine dalla quale traspare serenità d'animo e predisposizione verso il prossimo.
Ciò anteposto,non riesco a comprendere perchè il PDL, e Lei a corredo, manifesti una così forte acredine nei confronti dei GAY,che altro non sono se non con_cittadini con diverso orintamento sessuale.
Qualè il problema, Dott. Laici??
18/05/2012 ore 09:42 Signori buongiorno,
scusate il ritardo con cui intervengo ma entro molto poco in questo sito e il mio comunicato è entrato qui solo di rimbalzo.
Ma veniamo al sodo della discussione. Premesso che non ho acredine ne problemi verso nessuna categoria predefinita. Premesso altresì che ognuno ha il diritto di vivere la sua vita come vuole nel rispetto delle leggi dello Stato. Per cui lungi da me voler non solo giudicare ma neanche solo disquisire sulle abitudini degli altri. Anzi mi dispiace che le mie parole in difesa di una formazione sociale siano state subito malamente ( maliziosamente?) interpretate come attacco ad un’altra.
La mia proposta politica era a favore e non contro, a favore della famiglia costituzionale, quella di “sangue”, non contro tutte le altre diverse convivenze.
La famiglia naturale ha indubbiamente una indubbia e superiore valenza sociale rispetto a tutte le altre forme di convivenza, non fosse altro perché da li, da un uomo e da una donna, viene la vita, anche quella dei gay.
Ho donato il mio 5x1000 alla lotta contro i tumori, non per questo odio i ciliaci. Semplicemente avendo una possibilità ho operato una scelta. Ovviamente le formazioni sociali non sono malattie sono anzi luoghi indispensabili al completamento della personalità umana.
Paolo Poli, grande attore che non ha mai fatto mistero della sua omosessualità, è uso affermare che il più grande vantaggio della sua condizione è quello di non doversi sposare.
Per questo dico voler per forza scimmiottare una istituzione con ambigui simulacri non giova a nessuna causa. Voler asserire che tutto è famiglia, come dire che tutto è “super”, significa dire che niente e nessuno lo è, ed alla fine che nulla conta. Voler sostenere tutto vuol dire non sostenere niente.
Grazie per l’attenzione.
13/04/2012 ore 09:13 Il problema è legato al mito del maschio forte, un Gay è solitamente una persona molto sensibile, dotata di una spiccata intelligenza, di senso critico e autocritico, insomma uno abituato a pensare, a mettere in dubbio e a mettersi in dubbio. Chi invece si rifa al mito del maschio forte purtroppo ha solo quel modello da seguire, guai a metterlo in dubbio, potrebbero nascere conflitti interni con l'immagine di se.
18/05/2012 ore 10:03 Caro amico, la speciale intelligenza dei gay rassomiglia molto, ideologicamente, alla speciale stupidità degli Ebrei e chi l'ha codificata sappiamo bene che fine ha fatto. Per cui ti invito a meditare prima di lasciarti andare all'isteria. Per il resto non credo che debba rendere conto a te delle mie paure, ammesso e non concesso che esistano.
Un abbraccio.
19/05/2012 ore 00:50 Carissimo amico, il mio era un discorso a carattere generale e non certo riferito a lei, me ne dolgo se in qualche modo ho potuto recarle offesa, nel mio precedente ragionamento non si è mai parlato di codifica, forse ne parlavano certi esponenti politici classificabili di estrema destra 70 anni fa, da cui lei e il suo gruppo spero abbiate oramai preso le distanze. Al contrario, le spiego meglio, l'intelligenza di un popolo, di una categoria di persone o anche di una singola persona, non ha mai a che fare con una questione genetica, molto spesso si sviluppa per il contesto in cui si viene a trovare ed è risaputo che le condizioni avverse, fanno si che le persone per necessità e per non soccombere elaborino risposte che tendono ad accrescere le proprie facoltà intellettive proprio per superare le difficoltà gli ostacoli e gli impedimenti in cui si vengono a trovare. Gli Ebrei, come anche tutte quelle categorie di persone considerate "diverse" per sopravvivere, per uscire dal recinto in cui erano stati relegati, hanno sviluppato particolarmente proprio la loro sensibilità e la loro intelligenza, di fatto sia gli Ebrei, come i catalogati "diversi" dalla società, essendo sempre stati in minoranza non avevano altro modo di poter elaborare risposte che non basandosi sulla propria intelligenza, più che sulla propria superiorità numerica o sulla forza fisica. Caratteristiche queste, meno ritrovabili purtroppo in tutte quelle persone la cui vita è costellata solo da certezze e da punti fermi. Ricambio l'abbraccio. Jacopo Bellatti
Appuntamento alla "Biblioteca Gilberto Rovai" per la quinta edizione per la rassegna nata per favorire e diffondere la lettura. Appuntamento per sabato 26 e domenica 27 ottobre